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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Nicola Dioguardi

Nicola Dioguardi

Soprintendente scientifico

- s.c.n.r. 27 aprile 2006, s.c.s. 1 settembre 2007

Nato a Bari nel 1921, ha conseguito a Bologna la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1947 con pieni voti assoluti, la lode e la dignità di stampa della tesi di laurea dal titolo “La questione del Morbo di Banti”. La tesi ottenne il premio “Augusto Murri” per la migliore tesi di laurea di quell’anno accademico. La sua formazione cominciò a Bologna passando prima attraverso la rigorosa disciplina della Anatomia Patologica nell’Istituto diretto da Armando Businco, poi, in ambiente clinico, attraverso l’Istituto di Patologia Medica diretto da Giulio Sotgiu. In quell’Istituto elaborò e discusse la tesi di laurea.
All’Università di Bologna era giunto dopo aver frequentato a Bari, sua città natale, il Liceo Quinto Orazio Flacco.
Fu Luigi Villa a chiamarlo a Milano, da Bologna, nel 1949 dopo aver letto alcuni suoi lavori di chimica biologica pubblicati con Walter Ciusa.
Dopo avere vinto il concorso di cattedra di "Clinica Medica" il Prof. Dioguardi è stato Direttore prima dell’Istituto di Patologia Medica dell’Università di Cagliari dal 1964 al 1967, poi dell’Istituto di Semeiotica Medica dal 1968 al 1970, quindi dell’Istituto di Patologia Medica dell’Università di Milano dal 1970 al 1972.
Il Prof. Dioguardi è autore di più di 400 pubblicazioni tra cui un trattato di semeiotica fisica (“Moderni Aspetti di Semeiotica Medica”), giunto oggi alla quinta Edizione.
Dal 1972 è stato Direttore dell’Istituto di Clinica Medica III dell’Università degli Studi di Milano e dal 1984 Direttore dell’Istituto di Medicina Interna di questa Università.
Ha dato vita alla istituzione della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia, di Ematologia e di Gerontologia.
Il Prof. Dioguardi ha sviluppato una linea di ricerca scientifica nell’ambito della medicina interna ed in particolare in quello epatologico, gastroenterologico ed ematologico.
Il Prof. Dioguardi ha sviluppato una linea di ricerca scientifica nell’ambito della medicina interna ed in particolare in quello epatologico, gastroenterologico ed ematologico, ma l’interesse prevalente nella ricerca è stato diretto allo studio della funzione epatica e delle possibilità di esprimerla in termini quantitativi e qualitativi, applicando alla medicina ed in particolare alla epatologia il concetto di frattale con la sua dimensione intermedia, della Teoria Generale dei Sistemi e della Teoria delle Catastrofi, aprendo la ricerca riguardante la geometria delle lesioni epatiche.
Lo sviluppo di tale studio ha portato alla pubblicazione del libro dal titolo: “Il fegato: un sistema aperto”.
Ha tenuto un ciclo di conferenze negli Stati Uniti al Mount Sinai University ed al Veteran Administration Hospital di New York nel 1983.
Ha fondato, presso l’Istituto di Medicina Interna, il Gruppo di Medici e Sistemisti di Via Pace, un gruppo interdisciplinare costituito da medici, sistemisti, economisti, filosofi, epistemologi, statistici e matematici informatici, da cui è derivato il Centro Studi di Medicina Teoretica dell’Università di Milano, di cui egli è stato Direttore.
Nel 1993 ha visto la luce un suo nuovo libro dal titolo “Fegato a più dimensioni” (ed. ETAS Libri) in cui il problema della struttura epatica è stato affrontato utilizzando i concetti topologici e la teoria dei frattali.
Da oltre dieci anni il Prof. Dioguardi si occupa soprattutto di modelli matematici e geometrici per la costruzione di un computer liver. Nel 1996 ha prodotto un videotape intitolato "Computer Liver: Studio computer assistito dell'Epatone e dell'Epatonesso". Con la teoria dei frattali ha sviluppato una nuova modalità computer-assistita di quantificazione della irregolarità delle lesioni strutturali epatiche, osservabili mediante biopsia epatica in soggetti epatopatici.
Altri libri pubblicati sono il Nuovo Roversi, "Diagnostica e Terapia", Ariete Salute Editore; Prolegomeni allo Studio della Fisica del Fegato, Roche Editore (2002).
E’ addivenuto così alla identificazione dell’epatone, ovvero della più piccola componente della struttura epatica che contiene la più piccola frazione di attività complessiva dell’organo. Utilizzando i numeri figurati accanto a questa struttura ne ha potuto identificare un’altra, astratta anche se fatta di oggetti naturali concreti, che origina dalla unione di 18 epatoni. Questa struttura si interpone tra l’epatone e il lobulo epatico. La presentazione con immagini animate al calcolatore è essa stessa una proposta sperimentale che per la prima volta viene tentata per rendere il linguaggio medico spesso ambiguo, più rigoroso attraverso la trasformazione di concetti in immagini.
Dal 1992 è stato direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas. La sua attività scientifica ha portato questo ospedale, che è considerato quanto di più moderno per la sua concezione tecnica ed operativa, al ruolo di IRCCS.
Ha fondato e dirige il Laboratorio per lo Studio delle Misure Metriche nella Scienza della Salute. Tale Centro, istituito nell’anno 2001 è sponsorizzato dalla Fondazione “Michele Rodriguez”, di cui è direttore scientifico.


 
 
 



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