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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Silvio Ramat

Silvio Ramat

Professore emerito di Letteratura italiana contemporanea dell'UniversitÓ di Padova

- s.c.r. 27 maggio 2008

Fiorentino di nascita (2 ottobre 1939) e di formazione, Silvio Ramat è professore di Letteratura italiana contemporanea nella Facoltà di Lettere dell’Università di Padova dal 1976 .La sua attività di critico, premiata nel 2001 all’Accademia Nazionale dei Lincei, ha avuto inizio nel 1965 con una monografia su Montale, a cui hanno fatto séguito uno studio su L’ermetismo (La Nuova Italia 1969) e i capitoli di La pianta della poesia (Vallecchi 1972). Della lirica del XX secolo ha tentato una ricognizione complessiva in Storia della poesia italiana del Novecento (Mursia 1976), approfondendone alcuni aspetti in Protonovecento (Il Saggiatore 1978). Fedele ad alcuni tra i suoi autori di sempre (Invito alla lettura di Bigongiari, Mursia 1979; L’acacia ferita e altri saggi su Montale, Marsilio 1986), con gli anni ha applicato di preferenza la sua indagine a determinati microcosmi specifici: si vedano I sogni di Costantino (Mursia 1988) e Particolari (Mursia 1992). Da menzionare, successivamente: La poesia italiana 1903-1943. Quarantuno titoli esemplari (Marsilio 1997) e I passi della poesia. Argomenti da un secolo finito (Interlinea 2002), ai quali si aggiunge l’edizione di Tutte le poesie di Alfonso Gatto (Mondadori 2005).
Il suo esordio come poeta risale al 1959, con Le feste di una città. Tra le raccolte che seguono: Gli sproni ardenti (Mondadori 1964); Corpo e cosmo (Scheiwiller 1973); In parola (Guanda 1977); L’inverno delle teorie (Mondadori 1980); L’arte del primo sonno (San Marco dei Giustiniani 1984); Orto e nido (Garzanti 1987); In piena prosa (Amadeus 1987); Una fonte (Crocetti 1988); Ventagli (Amadeus 1991); Pomerania (Crocetti 1993); Numeri primi (Marsilio 1996); Il gioco e la candela (Crocetti 1997); Per more (Crocetti 2000); Mia madre un secolo (Marsilio 2002); Nel bosco sibillino (Jaca Book 2005). Una prima antologia dei suoi versi risale al 1995: Origine e destino (I Quaderni del Battello Ebbro); una seconda, Sharing a Trip, è uscita negli Stati Uniti (Bordighera Press 2001) con traduzione inglese di E. Di Pasquale a fronte. Nel 2006 ha raccolto presso Interlinea, in un solo volume, Tutte le poesie 1958-2005. Nella collana fuori commercio “Quaderni di Orfeo” ha pubblicato poi un gruppo di nuovi inediti, Dall’uno al quattro (2007).
Membro della giuria di importanti premi letterari - dal “Mondello” al “Dessì” al “Montale” e adesso al “Campiello”-, Ramat fa parte del comitato di redazione della rivista “Poesia” ed è Associate Editor di “Forum Italicum”. Negli anni, ha collaborato a varii periodici e alle pagine culturali di quotidiani (“La Nazione”, “Corriere del Ticino”, “Il Tempo”, “Il Giorno”, “Corriere della Sera”, “Il Giornale”). Tra i numerosi premi assegnati alla sua poesia, si citano il “Carducci”, il “Cervia”, il “Montale”, il “Tagliacozzo”, il “Vailate”, il “Dessì”, il “Frascati”, il “Betocchi”, il “Rhegium Julii”, il “Sertoli Salis”, il “Thiene”, il “Matacotta”, il “Campana”. E’ socio effettivo dell’Arcadia e socio effettivo dell’Accademia Galileiana.

 
 
 



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