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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Vittore Branca

Vittore Branca

Professore emerito di Letteratura italiana dell'UniversitÓ di Padova
(deceduto il 28 maggio 2004)
- s.c. 15 luglio 1954, s.e. 26 maggio 1965.

Commemorazione tenuta da Manlio Pastore Stocchi [ Pdf - 71,9Kb].

Nato a Savona il 9 luglio 1913, allievo della Scuola Normale Superiore, si laureò all'Università di Pisa nel 1935 con pieni voti e lode e pubblicazione. Vincitore di una borsa nazionale di perfezionamento nel 1936, diplomato ai Corsi superiori di Cultura e Letteratura medievale di Salisburgo, si classificò primo nel concorso per cattedre di italiano e latino nei licei di stato e fu poi nel 1937 chiamato all'Accademia della Crusca per collaborare all'Edizione Nazionale del Boccaccio.
Primo classificato all'unanimità nel concorso per Libera docenza di Letteratura Italiana nel 1942, dal 1944 al 1949 ebbe incarichi di Letteratura Italiana nell'Università di Firenze e presso la Facoltà di Magistero «Maria Assunta» di Roma; nel 1950 fu classificato all'unanimità primo nel concorso a Titolare di Letteratura Italiana nell'Università di Catania. Nel maggio del 1953 fu chiamato dalla Facoltà di Lettere dell'Università di Padova alla cattedra di Letteratura Italiana; nel luglio dello stesso anno fu eletto dal Comitato Direttivo della Fondazione Giorgio Cini di Venezia Segretario Generale della Fondazione stessa e Direttore del Centro di Cultura e Civiltà e nel 1972 Vice Presidente e poi Presidente (1995-1996) della Fondazione.È stato professore ospite alla Sorbonne per l'anno accademico 1952-53 (dove ha tenuto lezioni anche nel 1947, '48, '56, '58, '70, '76) e all'Università di Salamanca (1958), di Berkeley (1982), Harvard (1970), New York University (1988 e 1990), Columbia (1991), Los Angeles (1994). Ha tenuto lezioni nel 1948, '55, '66, '72 alle Università di Londra, Oxford, Cambridge, Edimburgo, Birmingham, Liverpool; nel 1955 alle Università di Montevideo e di Buenos Aires; nel 1956 e nel 1960 alle Università di Lubiana, Zagabria e Belgrado, nel 1958 alle Università di Grenoble, Ankara e Istanbul; nel 1959 e 1960 nelle Università di Madrid, di Salamanca, di Losanna, di Berna, di Friburgo; negli anni seguenti nelle Università di Parigi, Budapest, Praga, Cracovia, New York, Washington, Leningrado, Kyoto, Toronto, Berkeley, Los Angeles, Mainz, Köln, Bonn, Hamburg, Kiel, Würzburg, Frankfurt, Trier, Padeborn; Leida, Nimega, Dublino, Harvard di Cambridge (Mass.), Lisbona, Lovanio, Bratislava, Aix-en-Provence, Pechino, Tokio, Città del Messico, Perth, Sidney, Melbourne, ecc.Era dottore honoris causa delle Università di Budapest (1967), di New York e di Bergamo (1973), di Parigi (Sorbonne, 1976), Montreal (McGill, 1985), Koln (1998).Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia dell'Arcadia, Socio e già Presidente dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, dell'Istituto Accademico di Roma, dell'Accademia Polacca delle Scienze, dell'Accademia Yugoslava, dell'Académie du Monde Latine (Institut de France), dell'American Academy (Boston), membro onorario del Modern Language Association of America e della Medieval Academy of America, Presidente dell'Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana, membro del Consiglio della Fondation d'Europe, socio dell'Accademia Portoghese delle Scienze, Fellow della Royal British Academy, dell'Unione degli Scrittori Sovietici e della Real Academia de Espana (Barcelona).Medaglia d'oro dei Benemeriti della Cultura; Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica; Officier de la Légion d'Honneur; Commendatore dell'Ordine della Polonia «restituita», e medaglia d'oro per la Cultura; Commendatore dei S.O. di Malta. È stato membro del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale nel periodo clandestino e, alla liberazione, condirettore della «Nazione del Popolo» (organo del CTNL). Partigiano, combattente, medaglia d'oro del CTNL.Ha ricevuto un Premio dell'Accademia d'Italia nel 1940, il Premio «Marzotto» nel 1958, il Premio «Calabria» per la critica nel 1969, il Premio Nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei per la Filologia (1976), il Premio Feltrinelli degli stessi Lincei per la critica e storia letteraria (1982), il Premio Europeo Montaigne per la cultura assegnato dalla F.S. Stiftung di Amburgo e dall'Università di Tubinga (1985), il Premio della Svizzera Italiana (1991).Ha diretto, presso l'Editore Le Monnier, la «Biblioteca Nazionale» e la «Collezione in ventiquattresimo», con Giorgio Petrocchi l'edizione commentata di Dante; presso l'Editore Rusconi "I classici italiani per l'uomo d'oggi". Del "Ponte" ha tenuto la direzione letteraria per due anni fino a quando la rivista si è trasformata in organo prevalentemente politico. Ha diretto "Studi sul Boccaccio" e prima con Giovanni Getto e poi con Carlo Ossola la rivista "Lettere Italiane", e le collezioni di studi e di saggi affiancate alla rivista presso l'Editore Olschki; presso l'Editore Mondadori la prima edizione completa delle opere italiane e latine del Boccaccio, presso l'Editore Alinari la serie "Manus Summorum", raccolta degli autografi dei capolavori della letteratura universale. Collaboratore del "Corriere della Sera"; "Il Messaggero" di Roma; "Il Sole 24 Ore"; "T.S.L."; e a varie importanti riviste italiane e straniere; è stato consigliere di direzione della "Revista de Ocidente" fondata da Ortega y Gasset e di "Studi Veneziani".È stato direttore della «Storia di Venezia» in 20 volumi in corso presso l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, condirettore della «Enciclopedia dell'Arte Medievale» presso lo stesso Istituto.Segretario relatore del Comitato d'Esperti per l'Edizione e Traduzione dei Classici costituito presso l'UNESCO, ha fatto parte delle delegazioni italiane alle Conferenze generali dell'Organizzazione stessa nel 1948, '49, 50. '54, '58, '62, '64, '68, '70; e fu Direttore della Divisione Arti e Lettere dell'UNESCO dal gennaio 1951 al giugno 1953. Dal 1962 al 1972 è stato Rettore dell'Università di Bergamo. Dal 1966 al 1975 (cioè fino alla soppressione) ha presieduto la Commissione per le direttive culturali della RAI-TV; era membro dei Consiglio Scientifico dell'Enciclopedia Italiana e di quello per l'edizione delle opere di Erasmo.Suoi scritti sono apparsi in originale o in traduzione, oltre che in Italia, Argentina, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Grecia, Ungheria, Polonia, U.R.S.S., Perù, Colombia, Cina.
Allievo a Pisa di Attilio Momigliano e di Mario Casella e poi a Firenze della severa scuola di Michele Barbi e di Luigi Foscolo Benedetto, ha sempre mirato a illuminare le ricerche testuali ed erudite con «letture» di poesia, e a giungere alla comprensione storica e alla valutazione critica dell'opera d'arte attraverso la rigorosa indagine filologica. Per questo è stato fra i primissimi, fin dal 1936 (e poi più sistematicamente nei volume del '44 e del '46), ad attirare l'attenzione sull'importanza degli studi attorno alla genesi e all'elaborazione delle opere letterarie, anche nei momenti dei successivi interventi dell'autore (varianti di lezioni o addirittura redazioni diverse).
E ha contribuito anche ad allargare e a vivificare il concetto di «tradizione» sia in senso letterario e culturale, rilevando l'innestarsi dei capolavori del nostro autunno del Medioevo sulle splendide poetiche dei secoli precedenti; sia in senso filologico, mostrando la necessità di tener conto, per la stessa ricostruzione testuale, non solo dei dati di fatto offerti dalle testimonianze manoscritte (tradizione caratterizzata), ma anche di tutta la varia storia del come e del perché si svolse quella diffusione e trasmissione dei testi (tradizione caratterizzante), anche nella visualizzazione artistica e nell'interpretazione musicale.A parte le edizioni critiche di San Francesco, del Boccaccio (con l'identificazione dell'autografo del Decameron), del Morelli, del Poliziano (con la scoperta dell'ultima e autografa opera), del Conciliatore, del Barbaro, del Nievo (opere per cui gli fu assegnato nel 1976 il premio «Filologia e Linguistica» del Ministero), Vittore Branca ha svolto una vasta e intensa attività nella storia e nella critica letteraria.Basti ricordare più specificamente nel primo campo Il cantare trecentesco (Firenze 1936); la Storia della critica al Decameron (Roma 1939); le Note sulla letteratura religiosa del Trecento (Firenze 1939); i Mistici del Duecento e del Trecento (Roma 1942); Emilio De Marchi e il realismo meditativo (Brescia 1946); Storia delle raccolte di rime e delle collezioni dei Classici (in «Orientamenti e Problemi di Letteratura Italiana», Milano 1948); Civiltà letteraria d'Italia (Firenze 1962); Umanesimo europeo e umanesimo veneziano, saggi propri e saggi altrui raccolti da Vittore Branca (Firenze 1964); Rinascimento europeo e rinascimento veneziano id.id. (Firenze 1967); Concetto, storia, miti e immagini del Medioevo, id.(Firenze 1973); Dizionario critico della letteratura italiana voll. 3, diretto da Vittore Branca (Torino 1974, 1988); Giovanni Boccaccio. Profilo biografico (Firenze 1997); Filologia, critica, storia in collaborazione con Jean Starobinski (Milano 1978, in corso di traduzione in inglese); L'Umanesimo veneziano ecc. in Storia della cultura veneta, vol. 3 (Vicenza 1980).Nel campo della critica, oltre le quattro centinaia di articoli specialmente sulla letteratura fra Due e Quattrocento e dell'Ottocento (escludendo quelli minori e quelli sui quotidiani), i volumi e gli studi maggiori che hanno avuto maggiore risonanza sono: Note per una storia dell'anima del Manzoni, in «Convivium» XIII 1941; Alfieri e la ricerca dello stile (Firenze 1947); Il cantico di Frate Sole (Firenze 1950); Boccaccio medievale (Firenze 1956, 1997): tradotto in francese, inglese, tedesco, spagnolo, russo giapponese); Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio (Roma 1958 e 1990); l'Incompiuta Seconda Centuria di Angelo Poliziano (Firenze 1962); Poetica del rinnovamento e tradizione agiografica nella Vita Nuova, in «Miscellanea Italo Siciliano» (Firenze 1966); Fulvio Testi en la Corte de Urbano VIII y Felipe IV, in «Revista de Occidente» (Madrid 1969); I nuovi metodi della critica (Roma 1970); Sebastiano Ciampi (Varsavia 1970); Occasioni manzoniane (Venezia 1973); Alfieri e la ricerca dello stile con cinque nuovi saggi (Bologna 1979); Poliziano e l'Umanesimo della parola (Torino 1983); Boccaccio visualizzato (Firenze 1985); Mercanti e scrittori (Milano 1986, in corso di traduzione in America e in Russia); l'Esopo toscano (Venezia 1989); l'Esopo veneto (Padova 1992).Tali studi, reagendo a impostazioni estetizzanti, si sono indirizzati fin dal '40 a ricerche di elaborazione letteraria e stilistica, a far convergere filologia e critica nella lettura e nelle valutazioni, a aprire prospettive in senso letterario sociologico (identificando e imponendo alla storiografia il genere della "letteratura mercantesca"), sempre con una solida e risoluta visione storicistica.Accanto a questi studi e saggi, prose di carattere narrativo e evocativo: Un sogno (Firenze 1983); Ponte Santa Trinita (Venezia 1988), di largo successo nella stampa e nel pubblico; Con amore volere. Narrar mercatantesco fra Boccaccio e Machiavelli (Venezia 1995); La sapienza civile. Studi sull'Umanesimo veneziano (Firenze 1997); Boccaccio visualizzato (Torino 1999); Il capolavoro del Boccaccio e due diverse redazioni. Variazioni stilistiche e narrative.Vol.II (Venezia 2002).Una biografia è apparsa nel repertorio americano Contemporary Authors, pp. 58-61, dopo quelle di Giorgio Padoan in I critici (Roma, Milano 1988), di Andrè Chastel in "Le monde", 27 dicembre 1988; di Felix Gilbert e Cecil Grayson in "T.L.S.", 26 novembre 1976, 5 giugno 1987; di F. Lanza ne "L'Osservatore Romano", 24 marzo 1997.

 
 
 



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