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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Per profondo miracolo d'amore

Mercoledì 24 febbraio 2016 - ore 16:00

Patrizia Valduga legge Giovanni Prati.

 
Immagine di Giovanni Prati
Giovanni Prati

Giovanni Prati, poeta, nasce a Campomaggiore (Trento) nel 1814.
Frequenta l'Imperial Regio Ginnasio d'Austria-Ungheria di Trento, si iscrive poi alla facoltà di legge a Padova, ma non consegue la laurea. A soli vent'anni sposa Luigia Bassi, che gli dà i figli Riccardo, Rita ed Ersilia. I primi due muoiono però in tenera età, e anche Luigia viene a mancare nel 1840. Nel 1841 Prati si trasferisce a Milano, dove pubblica il poemetto Edmenegarda, che sancisce la sua affermazione come poeta. Nel 1843 è a Torino, nel 1848 è di nuovo a Padova, dove viene arrestato perché acceso sostenitore di Carlo Alberto. In seguito viene espulso da Venezia e da Firenze, poiché, in quanto monarchico, è dichiarato ostile al governo democratico. Finisce quindi per stabilirsi a Torino, città a cui lo legano la sua devozione ai Savoia e la carica di Storiografo della Corona, di cui viene insignito. Nel 1851 sposa in seconde nozze l'attrice drammatica Lucia Arnaudon. Nel 1861 viene eletto Deputato nel Parlamento Italiano. A Torino frequenta il Caffè Fiorio, in via Po, luogo di incontro dei politici Camillo Benso Conte di Cavour, Massimo D'Azeglio, Urbano Rattazzi, Gabrio Casati, con cui non mancano occasioni di confronto. Nel 1865 segue il Governo a Firenze, divenuta Capitale del Regno, ed entra in contatto, tra gli altri, con Mario Rapisardi, Niccolò Tommaseo, Atto Vannucci, Pietro Fanfani, Arnaldo Fusinato, Francesco Dall'Ongaro, Terenzio Mamiani. Nel 1871 si trasferisce nella nuova Capitale, Roma, e nel 1876 diventa Senatore nel governo Depretis. Nel 1878 diviene membro del Ministero della Pubblica Istruzione. Gli viene inoltre conferito l'incarico di Direttore del neo fondato Istituto Superiore di Magistero. Muore a Roma nel 1884. 
Opere: Poesie (1836); Edmenegarda (1841); Canti lirici, Canti per il popolo e Ballate (1843); Memoria e lacrime, Nuovi Canti (1844); Passeggiate solitarie (1847); Storia e fantasia (1851); Jelone di siracusa o la battaglia di Imera, Canti politici (1852); Rodolfo (1853); Satana e le Grazie (1855); Ariberto (1860); Armando (1868); Opere varie, 5 voll. (1875); Psiche (1876); Iside (1878).
(Immagine tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Prati)

 
 
Immagine di Patrizia Valduga
Patrizia Valduga

Patrizia Valduga, poetessa e traduttrice italiana. Vive a Milano.
Nata a Castelfranco Veneto, dopo il Liceo scientifico si è iscritta alla facoltà di Medicina, che ha frequentato per tre anni, per poi passare alla facoltà di Lettere a Venezia, dove ha seguito per quattro anni i corsi di Francesco Orlando.
E' autrice di diverse raccolte di poesie e poemetti.
Tra i molti scrittori da lei tradotti vi sono John Donne, Molière, Stéphane Mallarmé, Paul Valéry, Tadeusz Kantor e William Shakespeare.
È stata la compagna dello scrittore Giovanni Raboni, scomparso nel 2004.
Nel 2010 le è stato assegnato il Premio caprienigma per la letteratura.

 
 
Approfondimenti


 
Link

da Wikipedia: Giovanni Prati e Patrizia Valduga
da Treccani: Prati, Giovanni
da Senato della Repubblica: Prati Giovanni

 
 
 
 
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