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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Prima dell'alfabeto.

Viaggio in Mesopotamia alle origini della scrittura.

Prima dell'alfabeto. Viaggio in Mesopotamia alle origini della scrittura.

20 gennaio - 25 aprile 2017, Palazzo Loredan

Mostra d'Arte antica

Quasi 200 opere della Collezione Ligabue esposte per la prima volta - tra cui tavolette e straordinari sigilli risalenti a oltre 5000 anni or sono - rievocano la grande civiltà dell'Antica Mesopotamia, un territorio oggi inaccessibile.

In mostra, tra reperti e apparati multimediali, anche testimonianze delle esplorazioni di Paul Emile Botta e Austen Henry Layard nel XIX secolo, con prestiti dai musei archeologici di Venezia e Torino.

Sito dedicato
www.primadellalfabeto.it

Informazioni sulla mostra e materiale didattico 
Segreteria organizzativa +39 041 2705616 
info@fondazioneligabue.it 

Nella sede della mostra verranno organizzati dei laboratori didattici sul tema Vivere in Mesopotamia rivolti a scuole primarie e secondarie di primo grado.

Orari
Da martedì a domenica 10.00 - 17.00 
Chiuso il lunedì 

Biglietti
Intero 5 Euro 

Con il patrocinio di
Regione del Veneto
Città di Venezia

Promotore
Fondazione Giancarlo Ligabue
Inti Ligabue 
Presidente 
Massimo Casarin 
Vice presidente 
Adriano Favaro 
Supervisione testi, iconografie e cartografie 
Lucia BertiPR, Communication & Events
Claudia Ghedin
Board Assistant & Secretary
Marta Dal Martello 
Ricerche e archivio 

Curatore della mostra
Frederick Mario Fales

Comitato Scientifico
Frederick Mario Fales Ordinario Università degli Studi di Udine
Roswitha Del Fabbro Università degli Studi di Udine

Scripta manent ammonivano gli antichi romani a conferma dell'autorevolezza e del valore nel tempo di un testo scritto, Maktub "è scritto", dicono gli arabi.
La nascita della scrittura, avvenuta quasi contemporaneamente in Egitto e in Mesopotamia verso il 3200 a.C., segna uno dei capitoli più affascinanti e rivoluzionari della storia della civiltà, fondamentale per le dinamiche di trasmissione del sapere e per la conoscenza dell'antichità.
La mostra che si tiene a Palazzo Loredan a Venezia, dal 20 gennaio al 25 aprile 2017 in una delle sedi dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti - promossa dalla Fondazione Giancarlo Ligabue presieduta da Inti Ligabue, curata dal professore Frederick Mario Fales (Università degli Studi di Udine), uno tra i più noti assirologi e studiosi del Vicino Oriente Antico - ci conduce quasi 6000 anni or sono, nella Terra dei Due Fiumi, in un universo di segni, simboli, incisioni ma anche di immagini e racconti visivi che testimoniano la nascita e la diffusione travolgente della scrittura cuneiforme, rivelandoci nel contempo l'ambiente sociale, economico e religioso dell'Antica Mesopotamia. Bisogna ricordare che il cuneiforme è durato 3500 anni, mentre i segni alfabetici che si usano anche in questo comunicato, in fondo, ne hanno solo 2500.
Culla di civiltà straordinarie, oggi martoriata e saccheggiata dalla guerra e dal terrorismo che hanno reso inaccessibile il suo patrimonio di bellezza
e conoscenza, la terra di Sumeri, Accadi, Assiri e Babilonesi ci viene raccontata e svelata grazie all'esposizione - patrocinata dalla Regione del Veneto e dalla Città di Venezia, main sposor Ligabue SpA e Hausbrandt, con il contributo
di DM Informatica, La Giara e Scattolon Renato - per la prima volta al pubblico, di quasi 200 preziose opere della Collezione Ligabue.

Si tratta soprattutto di tavolette cuneiformi e di numerosi sigilli cilindrici o a stampo ma anche sculture, placchette, armi, bassorilievi, vasi e intarsi provenienti da quell'antico mondo.
A questi oggetti si affiancano importanti prestiti del Museo archeologico di Venezia e del Museo di Antichità di Torino: dal primo, bellissimi frammenti di bassorilievi rinvenuti dallo scopritore della mitica Ninive, Austen Henry Layard, che nell'ultimo periodo della sua vita si era ritirato proprio a Venezia, a Palazzo Cappello Layard (donò i suoi oggetti alla città nel 1875); dal secondo un frammento di bassorilievo assiro fortemente iconico raffigurante il re Sargon II, scoperto nel 1842 da Paul Emile Botta - console di Francia a Mosul - e da lui donato al re Carlo Alberto.
Una collezione di altri tempi, come ama sottolineare F. Mario Fales, quella messa insieme da Giancarlo Ligabue, imprenditore ma anche archeologo, paleontologo e grande esploratore scomparso nel gennaio 2015. Collezione straordinaria non solo per entità,
qualità e per l'importanza storica di questi e altri materiali, ma in quanto testimonianza di un collezionismo slow, rispettoso dei luoghi che pure Giancarlo studiava e delle istituzioni, della ricerca e del sapere; un collezionismo appassionato, diretto a preservare la memoria e non a defraudare le culture con altri fini. 

Main sponsor
Gruppo Ligabue, Hausbrandt

Sponsor
DM Informatica, La Giara, Scattolon Renato


 
 
 
 
 
 
 
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