Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

Navigando tra i flutti...La sestina LXXX dei Rerum Vulgarium Fragmenta di Petrarca

Mercoledì 16 maggio 2018, ore 16:00

Interviene Andrea Mazzucchi

 
Codice Vaticano Latino 3195, 19r.
Codice Vaticano Latino 3195, carta 19r.

Con il componimento 80 dei Rerum Vulgarium Fragmenta, Chi è fermato di menar sua vita, Francesco Petrarca (1304-1374) inaugura nella tradizione letteraria italiana il sottogenere della sestina morale. Il metro tradizionalmente più complesso della lirica occidentale, autentico tour de force stilistico, destinato dal trovatore provenzale Arnaut Daniel e da Dante Alighieri alla rappresentazione della più esasperata sensualità e alla esibizione dell'irrefrenabile potenza del desiderio, viene sottoposto da Petrarca a una radicale trasformazione sia sul piano delle strategie retorico-discorsive che su quello delle opzioni tematico-ideologiche. L'autore del Canzoniere propone infatti una suggestiva palinodia che suggerisce una sorta di "sacralizzazione" del metro. Attraverso la canonica metafora della vita umana come navigatio, costantemente minacciata dalle insidie di una volontà irresoluta e perplessa, Petrarca mette in scena la fluttuazione, il movimento pendolare tra esaltazione dell'amore e pentimento, esibendo come protagonista un soggetto i cui propositi non saranno mai completamente assunti, ma sempre contornati da distinguo, da puntualizzazioni, da molti se, da proposizioni cautelative. Chi è fermato di menar sua vita diviene così una riflessione sulle tensioni dell'io verso il porto della salvezza, ma anche un commento disforico e scettico sulla possibilità di approdarvi stabilmente. Il rincorrersi delle parole rima della sestina riproduce così sul piano della forma quel movimento ondulante che imprigiona l'animo del soggetto dentro una circolarità ossessiva chiusa tra speranza di salvezza e naufragio della volontà. In questa prospettiva la storia della sestina 80 può davvero essere letta come una rappresentazione in scala ridotta della storia dell'intero Canzoniere, così come ci impone di leggerla il capitale sonetto proemiale Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono. Ed è proprio nell'incerta navigazione tra i flutti del mare che l'io dei Rerum vulgarium fragmenta si differenzia radicalmente non solo rispetto al protagonista delle Confessiones (la storia di Agostino può essere meditata, ma non riscritta), ma anche rispetto al pellegrino smarrito, ma non perduto, del primo canto della Commedia.

 
 
Immagine di Andrea Mazzucchi
Andrea Mazzucchi

Nato a Bari l'8 ottobre 1966, Andrea Mazzucchi è ordinario di Filologia italiana nell'Università di Napoli Federico II. Socio corrispondente dell'Accademia Pontaniana, vicepresidente del Centro Pio Rajna, membro del Consiglio direttivo della Casa di Dante in Roma, componente delle Commissioni preposte all'Edizione Nazionale dei Commenti danteschi e alla Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante, dirige la Scuola di Alta Formazione in Storia e Filologia del Manoscritto e del Libro Antico presso la Biblioteca Oratoriana dei Girolamini di Napoli. È direttore editoriale della Salerno Editrice di Roma, condirettore della Rivista di Studi Danteschi e di Filologia e Critica e fa parte del comitato direttivo di Dante e l'arte. I suoi interessi di ricerca sono rivolti prevalentemente allo studio della letteratura italiana medievale e di Dante e della sua ricezione, in particolare. Ha pubblicato, tra l'altro, edizioni critiche di antichi inediti commentatori della Commedia, un monumentale censimento dei manoscritti contenenti commenti e chiose al poema dantesco, monografie e saggi sul rapporto tra testo e immagine nella tradizione manoscritta della Commedia e dell'Eneide, nonché sulle strutture prosastiche del Convivio e sugli statuti della satira nel Medioevo. Ha tenuto seminari di studio e di ricerca presso numerose università italiane e straniere.

 
 
Approfondimenti

da Treccani: Petrarca, Francesco (enciclopedia online); Petrarca, Francesco (dizionario biografico)
da Wikipedia: Canzoniere

 
Link

da Biblioteca Apostolica VaticanaRerum vulgarium fragmenta
da WikisourceCanzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)

 
 
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