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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Paolo Baratta
Foto F. Galli - Courtesy la Biennale di Venezia

Paolo Baratta

Presidente della Fondazione La Biennale di Venezia

- s.c.r. 15 febbraio 2018

Èun economista e amministratore pubblico. 
È attualmente Presidente della Biennale di Venezia 

a. Gli studi e l'attività di ricerca 
Laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano nel 1963, e successivamente in Economia all'Università di Cambridge, UK nel 1965 
Al ritorno in Italia il prof. Pasquale Saraceno gli offrì di andare a collaborare alla Svimez, il centro studi sull'economia dello sviluppo dedicato in particolare allo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia, fondato nel 1947. Qui ha svolto attività di ricerca nel campo dell'economia applicata in particolare industriale con frequenti interlocuzioni con il mondo industriale, con l'IRI, il suo centro studi e quelli delle principali aziende italiane, nonché con autorità di governo.
In questi anni, oltre a saggi apparsi su varie riviste, e alla redazione delle parti dedicate all'industria dell'annuale Rapporto Svimez, ha pubblicato i volumi Gli investimenti industriali nel Mezzogiorno in collaborazione con Mario Amendola (Giuffrè 1978) e Prospettive dell'economia italiana con Lucio Izzo, Antonio Pedone, Alessandro Roncaglia e Paolo Sylos Labini (Laterza 1978).

b. Le Esperienze nell'amministrazione di banche e di società
Dapprima consigliere (dal 1978) - in rappresentanza della Cassa Depositi e Prestiti - e poi vicepresidente, nel 1980 è nominato dal ministro del Tesoro Filippo M. Pandolfi, d'intesa con la Banca d'Italia, presidente del Crediop- Icipu, due istituti creditizi pubblici "gemelli", per il credito a medio termine, fondati da Alberto Beneduce nel 1919 e 1924: il primo per il finanziamento delle opere pubbliche, il secondo per il finanziamento delle imprese di pubblica utilità (il cui intervento fu decisivo per dotare l'Italia di infrastrutture di base e di servizi, prima e dopo la seconda guerra mondiale).
I due istituti si trovavano in gravissima difficoltà a fronte delle ingenti insolvenze e perdite su crediti concessi alle autostrade e ai principali gruppi chimici (Montedison, Liquigas, Sir). Numerosissimi incontri che si tennero tra i vertici del sistema bancario-assicurativo e della Banca centrale e le autorità di governo condussero faticosamente alla definizione dei piani e delle modalità da adottare per i risanamenti e le liquidazioni. Il periodo 78 -81 fu un periodo assai complesso nella vita pubblica italiana e in particolare proprio in quella del sistema bancario.  
Successiva ricapitalizzazione, fusione tra i due istituti e cambio dello statuto verso una maggior apertura al finanziamento di imprese, consentirono la ripresa e lo sviluppo dell'Istituto emerso dalla fusione. Al termine del decennio (1991) a seguito di nuovi indirizzi nel frattempo maturati circa la specializzazione nel credito, si giunse all'ingresso massiccio del Banco S. Paolo di Torino nell'azionariato del Crediop. Fu definita (se pur impropriamente) la prima privatizzazione.   

Nel corso degli anni '80 a seguito di acquisizioni di partecipazioni da parte dell'Istituto fu anche consigliere dell'Olivetti, di Zanussi (Electrolux) e di Setemer (Ericsson). Il Crediop divenne anche azionista del Nuovo Banco Ambrosiano, tale posizione fu decisiva quando il patto di sindacato che reggeva il Nuovo Banco Ambrosiano fu messo in crisi di fronte alle offerte di subentro quale azionista di controllo  della Comit (e l'uscita della Popolare di Milano portò invece all'ingresso del Credit Agricole): un' istituto pubblico, perseguendo l'interesse proprio, giocò un ruolo decisivo nel preservare l'autonomia di un istituto privato da un altro soggetto privato considerato "aggressore".  Fu poi vicepresidente del Banco Ambrosiano Veneto. Per alcuni anni è stato vicepresidente dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana), nonché presidente del Centro Alberto Beneduce per gli studi economici e bancari, ove vennero sviluppati in particolare studi sul "modello tedesco" e sui nuovi problemi della regolazione dei pagamenti internazionali, al crescere dei volumi delle  transazioni finanziarie e sui nuovi rischi connessi.

In questi anni pubblica numerosi scritti sulle origini e sui problemi del credito a medio termine, sulla specializzazione del credito, sull'origine delle partecipazioni statali, sulla nascita degli istituti speciali in Italia, sulla Banca centrale, sulle figure di Stringher, Beneduce e Menichella ecc. Ha svolto consulenza a favore di Ministri del Tesoro. 

(Al settore bancario tornerà dopo le esperienze ministeriali, nella qualità di presidente del ramo italiano di Banker's Trust)
(Dopo il 2007 sarà per alcuni anni consigliere indipendente di Telecom spa (dove fu presidente del comitato per il controllo e la governance), di Ferrovie dello stato spa e di Edizione Holding spa) 

c. L'attività di ministro 
Nel 1993, in un momento assai complesso della vita politica italiana è chiamato dal Presidente del Consiglio Giuliano Amato ad entrare nel governo, con il ruolo di Ministro delle Privatizzazioni, con il titolo ufficiale di "Ministro per le funzioni residue delle Partecipazioni Statali". 
In questo ruolo deve prendere immediata cura delle gravi situazioni critiche presenti in varia misura nel sistema delle imprese a partecipazione statale, nel nuovo quadro emerso con la trasformazione degli enti di gestione in spa (legge del 1992): crisi strutturali non alleviate dalla svalutazione della lira, crisi locali provocate dalle interruzioni dei programmi di investimento, o dalla chiusura di impianti.
 In questo breve periodo si occupò   in particolare dalla crisi della siderurgia, e concluse gli accordi per la sistemazione delle aree interessate dalla chiusura delle miniere di piombo e zinco in Sardegna, gli accordi sindacali per l'aeronautica, il rinnovo dei vertici dell'ENI, e mise a punto la delibera Cipe sulle telecomunicazioni, introducendo per la prima volta la necessità della separazione tra manifattura e servizi nel gruppo Stet. L'avvio della politica di privatizzazioni poneva di fronte a numerosi problemi di natura giuridica economica e sociale. Imperversava Tangentopoli. 
Presentò al Cdm un provvedimento per l'istituzione di una Autorità di regolazione sulle imprese che gestiscono servizi pubblici (sulla questione ritornerà il successivo governo con provvedimento definitivo) 

È chiamato successivamente nel governo del Presidente Ciampi a ricoprire la carica di Ministro per il Commercio Estero (1993-1994) (sarà successivamente chiamato a ricoprire ad interim anche l'incarico di Ministro dell'Industria) e con questo ruolo  seguì in particolare tutte le fasi finali del negoziato internazionale per il nuovo trattato dei commerci. (L'Uruguay Round) e firmò per l'Italia il trattato (Marrakesch, febbraio 1994) che istituiva il WTO (World Trade Organization),
Nelle numerose riunioni del consiglio dei ministri europeo tenne per l'Italia un atteggiamento favorevole alle aperture doganali a fronte, in particolare, delle resistenze giapponesi e americane a difesa delle loro alte tariffe in settori strategici per le esportazioni italiane (calzature e abbigliamento)
Avvalendosi di una legge delega varò una completa riforma del Ministero 
Organizzò un viaggio in Cina con una delegazione di rappresentanti di industrie e (per la prima volta di concessionari di servizi e infrastrutture), la prima missione di un paese europeo dopo le vicende cinesi culminate anni prima nella piazza di Tienanmen. 

Fu poi chiamato nel Governo Dini (1995-1996) a ricoprire, sempre come ministro tecnico, congiuntamente le due cariche quella di Ministro dei lavori pubblici e quella di Ministro dell'Ambiente. Fu e rimase l'unica volta nella storia della Repubblica in cui una stessa persona fosse a capo di questi due dicasteri.
Come Ministro dei lavori pubblici in particolare riattivò con provvedimento normativo (decreto legge n.101 del 95) la legge sugli appalti (legge Merloni) sospesa dal governo precedente curò la redazione del primo Regolamento previsto dalla legge. 
Varò il decreto sugli appalti di servizio (legge n. 157/98) e sui settori esclusi (legge n.158 del 95), proseguì la sistemazione delle opere rivenienti dalla liquidazione dell'Agensud (Cassa per il Mezzogiorno); dette impulso all'attività delle Autorità di Bacino, da sempre considerate modello di intervento sul territorio. Viene riformulato lo statuto dell'Anas (duramente colpita da indagini giudiziarie) trasformandola in ente pubblico economico. Fece adottare dall'Anas la istituzione di un servizio tecnico interno per le valutazioni di impatto ambientale di tutti i progetti.
Introduce per la prima volta il meccanismo del price cap per la determinazione delle tariffe autostradali.
Al termina della conferenza dei servizi per la nuova ferrovia veloce Firenze Bologna ottiene, anche per il buon fine della conferenza stessa, la sottoscrizione di un patto privato tra tutti i soggetti pubblici interessati, volto ad organizzare una vigilanza permanente e una sede di primo confronto sulle possibili controversie (novità nell'ordinamento amministrativo italiano, che ha dato risultati positivi nel corso della realizzazione dell'opera) 
 
Come Ministro dell'Ambiente presiede il consiglio europeo dei ministri dell'Unione europea durante il semestre italiano. Viene approvata in questo periodo la procedura IPPC per le autorizzazioni agli impianti industriali
Completa i negoziati per la definizione del perimetro e vara con decreto la costituzione di cinque Parchi Nazionali (Maiella, Gran Sasso, Cilento, Vesuvio, Gargano) per una superficie totale di 530.000 ettari. Con questi atti la superficie a parco nazionale in Italia più che raddoppiava fino   a rappresentare l'8% circa della superficie totale del paese. 
Fu approvato il piano di risanamento del Sito di Bagnoli e stanziato il finanziamento (250 m.di).
Nella sua duplice funzione, presiede il Comitato dei ministri per la salvaguardia di Venezia e della laguna e vara la formazione della Commissione internazionale di esperti per una ulteriore valutazione di impatto ambientale. 
Accelera procedimenti e definisce gli interventi in numerose "aree a rischio"
Introduce per decreto il limite alla presenza di benzene nelle benzine

d. Le istituzioni culturali.
È stato per molti anni Presidente dell'INARCH (Istituto Nazionale di Architettura).
È stato dal 1988 al 2012 consigliere e poi Presidente della Fondazione Lorenzo Valla per i classici greci e latini.
È stato consigliere dell'Istituto Italiano di Studi Storici di Napoli.
È stato consigliere dell'Università Ca' Foscari di Venezia e della LUISS di Roma.
È consigliere della Svimez.
È consigliere della Fondazione Cini.
È Vice-presidente del FAI (Fondo Ambiente Italiano).
È Presidente dell'Accademia Filarmonica Romana.
Nel 2015.16 è stato chiamato a presiedere la commissione per la selezione dei candidati alla direzione di musei dello stato a seguito della riforma dell'ordinamento degli stessi.

Nel marzo 1998 è stato chiamato a presiedere La Biennale di Venezia subito dopo l'approvazione di un'importante legge di riforma che ne innovava la natura giuridica (che diventava di diritto privato) e la sua organizzazione (rapporti di lavoro regolati da contratti collettivi privati); il consiglio di Amministrazione sarebbe stato ridotto da 19 a 5 componenti.
Con la riforma si affermava anche la forte autonomia concessa all'istituzione nel formulare i propri indirizzi e le proprie scelte. La Biennale veniva da un periodo complesso caratterizzato da instabilità e difficoltà nelle strutture e occorreva innovare nell'organizzazione ma anche negli indirizzi e nei programmi. Nella Esposizione d'Arte, il tradizionale modello di mostra organizzata su padiglioni nazionali fu fatto evolvere in via definitiva e permanente in un modello di mostra internazionale fondata su due pilastri: una mostra internazionale generale aperta a tutto il mondo, curata da un curatore nominato dalla Biennale, e il complesso dei padiglioni stranieri anch'essi governati da un commissario e un curatore. 
Per ottenere la possibilità di una adeguata dimensione della mostra internazionale "aperta" al mondo occorrevano innanzitutto nuovi spazi chiaramente dedicati. Iniziò un profondo rinnovamento nella dotazione dei siti. Ottenuta in concessione dall'amministrazione del demanio civile e militare una vasta porzione dell'Arsenale di Venezia (solo in parte già utilizzato da precedenti mostre), viene avviato un programma di restauro e ristrutturazione per la realizzazione di vasti spazi espositivi e Si rrealizzano anche spazi teatrali da dedicare a Danza Musica e Teatro di cui la Biennale era priva. il nuovo respiro, la stabilità e la chiara struttura organizzativa data alla mostra d'arte, nonché il miglioramento nell'offerta di spazi, hanno favorito l'aumento nel numero dei paesi partecipanti (da 59 a 84) e dei visitatori (da meno di 200.000 a oltre 500.000) dal 1999 al 2015, senza che sia mai stata fatta attività di promozione sui paesi stessi.
Iniziò nel 1999 un periodo di regolarità annuale o biennale anche nell'attività degli altri settori ai quali vengono assegnati nuovi spazi. Nel 2001 cessa la sua presidenza a pochi mesi dalla scadenza regolare.
Nel 2007 viene richiamato alla presidenza della Biennale per il quadriennio 2008-2011, cui seguiranno ulteriori conferme nel 2011 (per il quadriennio 2012-2015) e nel 2015 (per il quadriennio 2016-2019).
Rinnovata la Esposizione d'Arte, viene dato particolare impulso alla Mostra d'Architettura che in questi anni si afferma. Si completa il restauro dell'Archivio storico i cui fondi sono oggi valorizzati con mostre e iniziative varie. Si realizza la nuova Biblioteca. L'Arsenale è recuperato con ulteriori impegnativi lavori di restauro, tra cui le Sale d'Armi. Si consolida la presenza di un ampio Padiglione Italia in Arsenale. Sospesa la realizzazione del nuovo palazzo del cinema al Lido, è avviato un generale programma di riqualificazione delle sale storiche per il rilancio di quella che è stata la prima mostra internazionale del cinema.
Ha sempre dichiarato che i principi ispiratori della gestione della Biennale debbono essere autonomia e spirito di ricerca. 
Vengono in questi ultimi anni concentrati sforzi nello sviluppo delle relazioni con la realtà locale, e in attività rivolte alla formazione il programma "educational" che raggiunge decine di migliaia di ragazzi delle scuole e vede l'intensa partecipazione degli insegnanti; nasce il Carnevale Internazionale dei Ragazzi; nasce il progetto Biennale Sessions con il quale si favoriscono visite strutturate da parte di Università (130) di vari paesi e infine Biennale College, per attività formative rivolte alle nuove generazioni di artisti, che assume via via crescente importanza in tutte le attività della Biennale.
Un costante lavoro di rinnovamento e crescita nell'organizzazione interna ha portato a un elevato livello la qualità delle strutture organizzative del personale e dei procedimenti interni.
 
Sono numerosi gli scritti pubblicati e le interviste rilasciate in questi anni.

È membro della Società Italiana degli Economisti. 

È Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana. 
È Officier de la Legion d'Honneur





 
 



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