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Dalla "maniera italiana" al mito dell'Italia: la cultura italiana e il mondo tedesco tra Sette-Ottocento

Mercoledì 3 aprile 2019, ore 16:00

Mario Allegri propone una riflessione sul tema

 
Johann Friedrich Overbeck, "Italien und Deutschland" (1828)
Johann Friedrich Overbeck, "Italien und Deutschland" (1828)

Nei decenni a ridosso del XVII secolo, a dispetto di una ormai consolidata inferiorità politica la cultura italiana manierista e barocca conosce una straordinaria potenzialità di irradiamento in tutta Europa, ma soprattutto nell'area austro-tedesca, con una forza affermativa sconosciuta persino a quella umanistico-rinascimentale. Due le cause principali: 1) il vistoso ritardo settentrionale nei confronti dell'elaborato gusto italiano, e 2) l'ingresso di alcuni stati della penisola nell'orbita asburgica. A questa fortuna  contribuiscono letterati, artisti e intellettuali di altissimo livello, e in misura non minore una vera e propria legione di anonimi professionisti della cultura, di artisti e di artigiani (decoratori, architetti di scena e maestranze teatrali) che, proprio per la loro cifra non eccelsa tendono a riproporre, e dunque a consolidare, la "maniera italiana", la sua capacità di rielaborare artisticamente il quotidiano (decorative Lebenskunst, la chiameranno i tedeschi). Il fenomeno si protrarrà  fin verso gli anni Sessanta-Settanta del Settecento, quando la spinta propulsiva si arresterà, in seguito alla crisi dell'Arcadia (il "marchio italiano" di maggior garanzia in terra tedesca), al mutato contesto europeo di profonda ridiscussione ideologica e politica, e alla  rapida crescita della cultura tedesca con l'affermazione sempre più consapevole della dignità della propria lingua. Nel Grand Tour settecentesco europeo la direttrice inizia a rovesciarsi: l'Italia non più come modello culturale da imitare, ma proiezione dei propri miti e fantasmi (la Italienische Reise, 1816-17, di Goethe, e non solo), anelito verso un sud idealizzato (Sehnsucht nach dem Süden) e non reale. A partire dagli anni Sessanta dell'Ottocento, il rovesciamento del flusso di scambio è definitivo, con l'importazione massiccia dalla Germania di modelli di organizzazione culturale, scientifica e statale da parte delle élites del nuovo potere in Italia.

 
 
Ritratto di Mario Allegri
Mario Allegri

Mario Allegri, veronese, è stato per quarant'anni professore di Letteratura italiana all'Università di Verona. Ha pubblicato saggi su Paolo Paruta, Nievo, Tommaseo e il giornalismo ottocentesco, Marinetti, Futurismo e avanguardie europee, Ungaretti, Fenoglio e Parise. Per la Letteratura italiana Einaudi, ha curato le sezioni Venezia e Il Veneto (dal Cinquecento ai giorni nostri) e Il Trentino. Ha collaborato per la parte letteraria alla Storia del Trentino pubblicata in più volumi presso la Fondazione Kessler di Trento.

 
 
Approfondimenti

da TreccaniGoethe, Johann Wolfgang von
da Wikipedia: Viaggio in Italia

 
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