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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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L'Imperatore e l'Architetto. Giannantonio Selva (1751-1819) architetto neoclassico veneziano. Una inedita rilettura.

Medaglione con il ritratto di Giannantonio Selva. Venezia, Museo Correr.
Medaglione con il ritratto di Giannantonio Selva. Venezia, Museo Correr.

Mercoledì 6 novembre, ore 16,00 - Palazzo Loredan

Incontro nell'ambito del ciclo
Mercoledì dell'Istituto Veneto

Interviene
Giandomenico Romanelli, Già direttore della Fondazione Musei Civici Veneziani 

A duecento anni dalla morte l'Istituto Veneto ricorda l'architetto neoclassico veneziano Giannantonio Selva morto improvvisamente mentre passeggiava con un amico sulla Riva degli Schiavoni nel gennaio del 1819.
Celebre come vincitore del concorso per il progetto del teatro La Fenice, Selva fu, con gli amici Antonio Canova e Leopoldo Cicognara, protagonista indiscusso della stagione neoclassica a Venezia. Professore d'architettura nella ri-fondata Accademia di Belle Arti egli è autore di realizzazioni architettoniche sobrie, eleganti e 'moderne' sia in città che sul territorio. Ma l'aspetto più originale del suo lavoro è certo affidato all' attività d'urbanista con l'elaborazione del primo "piano regolatore" di Venezia e la creazione di servizi e strutture pubbliche ben allineate ai principi della città moderna, pur nel sostanziale rispetto della natura e dei caratteri della millenaria Serenissima.
Incontrò Napoleone in occasione del viaggio dell'Imperatore sulle lagune nel 1807 per presentargli nel corso di un clamoroso incontro notturno i suoi elaborati per i Giardini di Castello.
Le collezioni grafiche del Museo Correr conservano varie decine di tavole di studi e progetti del Selva che meriterebbero di essere presentati al pubblico in una grande mostra: una parte di essi sarà illustrata da Giandomenico Romanelli, socio effettivo dell'Istituto, in occasione dell'incontro del 6 novembre prossimo.

 
 

Giandomenico Romanelli
Nato a Venezia nel 1945, si laurea in Lettere all'Università di Padova nel 1969. È borsista e quindi ricercatore presso l'Istituto di Storia dell'arte di quell'Ateneo. Dal 1978 al 1988 è professore di Storia dell'Architettura e dell'urbanistica all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV).  Ha quindi retto gli insegnamenti di Museologia e Storia del Collezionismo nei corsi di laurea in Conservazione dei Beni Culturali (dal 1997) e di Storia dell'arte Medievale nel corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Chimiche per la conservazione ed il Restauro (dal 2002) a Ca' Foscari. Dal 1979 direttore dei Musei Civici di Venezia, è stato, dall'anno 2000, Direttore Centrale Beni e Attività Culturali del Comune di Venezia, quindi direttore della Fondazione dei Musei Civici. Dal 1992 ha fatto parte del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali e del Comitato di Settore per i Beni storici e artistici.  La sua ricerca, a partire dal volume Venezia Ottocento, ha determinato un significativo cambio di rotta nella più complessiva impostazione degli studi sul XIX secolo in città, con il recupero critico di molte personalità artistiche e segnatamente architettoniche  sconosciute o gravemente travisate e con una produttiva rivisitazione di molti episodi culturali veneziani in anni cruciali della storia cittadina.   
Per più di un trentennio ha firmato in qualità di commissario unico o in collaborazione con altri studiosi le principali mostre prodotte dal Comune di Venezia su argomenti storici e storico-artistici, coprendo un vasto arco cronologico e contribuendo fattivamente al rinnovamento del genere espositivo a Venezia. Oltre a scritti di storia e storia dell'arte e della città, ha realizzato di recente molte mostre per varie sedi italiane e internazionali e, di recente, culminate con la fortunatissima mostra dedicata ai Vivarini (2016) e, a Rovigo, rassegne che hanno indagato in termini assolutamente originali l'arte veneta del rinascimento e  la stagione artistica europea nei decenni convulsi tra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento.

 
 
 
 



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