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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Relazione Ufficiale 2014-2015

 
Adunanza solenne del 29 Maggio 2016 - Relazione del Presidente

SALUTI E RINGRAZIAMENTI

Autorità, Colleghi, gentili Signore, Signori,

con l'Adunanza Solenne oggi si chiude ufficialmente l'Anno Accademico centosettantottesimo dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, voluto da Napoleone nel 1810 , rifondato nel 1838 dall'imperatore Ferdinando I d'Austria e riconosciuto 150 anni fa con l'annessione all'Italia come entità di interesse nazionale con le poche altre accademie degli stati preunitari.
L'anno che si chiude è stato di particolare rilievo per le molteplici iniziative e gli eventi che lo hanno segnato. Ma è stato significativo in modo speciale per me, trattandosi del primo anno della mia presidenza, un impegno che ben conoscendone il peso ho molto esitato ad assumere e che cerco per quanto mi riesce di onorare al meglio.  E qui devo subito ricordare e ringraziare - mi si permetta di farlo - i colleghi che con me compongono il Consiglio di Presidenza dell'Istituto:- il Vice presidente prof. Andrea Rinaldo,
- il Segretario della Classe di scienze morali prof. Francesco Bruni,
- il Segretario della Classe di scienze fisiche, matematiche e naturali prof. Cesare Montecucco,
- l'Amministratore prof. Lorenzo Fellin.
Poter collaborare con loro è cosa insieme grata e preziosa, e lo stesso vale per i componenti del Consiglio di Amministrazione della VIC, Venezia Iniziative Culturali, la s.r.l. che, per conto dell'Istituto, cura la gestione di palazzo Franchetti. Sono i colleghi, professori- Giorgio Brunetti,- Giovanni Castellani - Luigi GarofaloA loro va la gratitudine mia personale e, soprattutto, quella dell'Istituto, con un grazie esteso poi a tutti i nostri consoci per il clima amichevole e fattivo che sanno garantirci nelle occasioni più diverse.

Un non meno sentito ringraziamento è dovuto, per questa nostra giornata, al Sindaco e referente per la cultura del Comune Luigi Brugnaro, alla presidente della Fondazione dei Musei Civici Mariacristina Gribaudi e alla direttrice Gabriella Belli che ci ospitano anche quest'anno in questo splendido Palazzo, testimoniando un legame antico, dal momento che questa fu la nostra sede sino al cadere dell'Ottocento quando, in scambio, ci fu messo a disposizione Palazzo Loredan. E piace in proposito ricordare come il 27 ottobre 1866 proprio in questa nostra sede di allora, in queste sale, ebbe luogo lo spoglio delle schede che decretarono l'annessione del Veneto all'Italia.

SOCI  SCOMPARSI

Nel dare inizio a questa relazione, dopo i ringraziamenti, è doveroso rivolgere un pensiero memore ai consoci che ci hanno lasciato in questo ultimo anno accademico. Li ricordo:
GIUSEPPE ZAMPIERI deceduto il 3 settembre 2015.
BIANCA LANFRANCHI STRINA deceduta il 1 ottobre 2015.
GIUSEPPE SUPPIEJ deceduto il 3 dicembre 2015. 
CESARE DAL PALÙ deceduto il 19 gennaio 2016. 
GIROLAMO ARNALDI deceduto il 30 gennaio 2016. 
ANGELO VENTURA deceduto il 5 febbraio 2016. 
ARMANDO SABBADIN deceduto il 19 febbraio 2016. 
MARIO TONIN deceduto il 13 aprile 2016. 
FRANCESCO SASSI deceduto il 23 aprile 2016.

Alla loro cara memoria rivolgiamo un pensiero di riconoscente rimpianto e rinnoviamo l'espressione del nostro sentito cordoglio ai loro cari.
GRAZIE
L'adunanza solenne è l'occasione che consente di dare notizia delle nomine dei nuovi soci, ma prima comunico con grande piacere che il prof. Gian Antonio Danieli, presidente dell'Istituto per due interi mandati prima del mio, con voto unanime è stato nominato Presidente emerito e questo consentirà che, anche formalmente, continui a darci il conforto della sua esperienza. A lui rinnovo, a nome dei colleghi tutti, le felicitazioni e il ringraziamento per la sua sapiente opera di presidente.

I NUOVI SOCI

Sono stati eletti soci effettivi: 
Renato Bozio
professore ordinario di Chimica fisica
nell'Università di Padova
Claudio Consolo
professore ordinario di Diritto processuale civile 
alla Università di Roma la Sapienza
Egidio Ivetic
professore associato di Storia moderna 
nell'Università di Padova
Lorenzo Lazzarini
professore già ordinario di Petrografia applicata 
nell'Università IUAV di Venezia
Anna Marinetti
professoressa ordinaria di Glottologia 
nell'Università Ca' Foscari di Venezia
Dietelmo Pievani
professore associato di Filosofia della scienza 
nell'Università di Padova
Gilberto Pizzamiglio
professore già ordinario di Letteratura italiana 
nell'Università Ca' Foscari di Venezia
Gabriele Puglierin
già Dirigente di Ricerca 
dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presso la Sezione di Padova
Giorgio Rostagni
professore emerito di Tecnica ed Economia dell'Energia 
nell'Università di Padova

Sono stati eletti soci corrispondenti residenti: 
Pietro Corvaja
professore ordinario di Geometria 
nell'Università di Udine
Tommaso Di Fonzo
professore ordinario di Statistica economica 
nell'Università di Padova 
Michele Maggini
professore ordinario di Chimica organica 
nell'Università di Padova
Ludovico Mazzarolli
Professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico 
nell'Università di Udine
Ermanno Orlando
Università di Vienna

È stato eletto socio corrispondente non residente:
Paolo Comoglio
professore già ordinario di Istologia 
nell'Università di Torino

È stato eletto socio straniero:
Jörg Hacker
Presidente della Deutsche Akademie der Naturforscher Leopoldina

Soci onorari
Quest'anno, dopo una lunga interruzione, si è riproposta la speciale procedura per la nomina di soci onorari. È una ripresa che vorremo per quanto possibile continuare. Ho dunque il piacere di invitare a ritirare il diploma i nuovi soci
Franca Coin
David Landau

Passiamo ora alla tradizionale Relazione sull'attività svolta.

L'impegno dell'Istituto è stato anche quest'anno molto intenso, con incontri, convegni, conferenze, promozione di ricerche e attività editoriale.  Nel rispetto del tempo che vi si richiede, devo rassegnarmi a proporre un mero elenco di titoli o di scarne enunciazioni, rinunciando ad un'auspicabile illustrazione.

INIZIATIVE

Ricordo dunque, in sintesi, alcune delle principali iniziative svolte nell'anno che si chiude, senza dimenticare l'impegno di alta divulgazione svolto con gli incontri dedicati alle "Pagine cordiali", che hanno proposto in forma "cordiale", ossia agile e suggestiva testi letterari particolarmente significativi, e gli incontri paralleli in ambito scientifico Chiaramente Scienza su temi di speciale attualità.  Nell'ambito del progetto "I Lincei per la Scuola", si sono tenute le lezioni rivolte a docenti della Scuola secondaria, coordinate dai soci Danieli e Bruni e dalla professoressa Giulia Treu Le ormai tradizionali "Giornate di studio sul vetro veneziano", rivolte a conservatori di musei, collezionisti e conoscitori quest'anno sono state dedicate a Le origini della vetraria moderna a Venezia e in Europa. 1900 circa.
Segnalo poi le Scuole residenziali di più giorni: Sul tema, Dopo Giorgione, dipingere a Venezia tra il 1500 e il 1540 si è tenuta la sedicesima settimana in collaborazione con l'Ecole du Louvre,  poi la XX Scuola Of Pure And Applied Biophysics on Molecular and biophysical aspects of photosynthesis; coordinata dal socio Giorgio M. Giacometti con i professori Morosinotto e Szabò ancora, la scuola Fundamentals and Methods for Impact Evaluation of Public Policies, in collaborazione con l'Istituto per la Ricerca Valutativa sulle Politiche Pubbliche, promossa dal socio. Trivellato.
Quanto alle altre varie iniziative , le segnalo in ordine cronologico piuttosto che tematico. Anche queste, sempre in estrema sintesi.
Curato dal socio Carlo Barbante si è svolto il Workshop Antarctica2k, sulla variabilità climatica in Antartide, e nell'occasione abbiamo ospitato la consegna del Premio Martha Muse di 100.000 dollari per le ricerche in Antartide alla francese Valerie Masson Delmotte. Col contributo della Regione Veneto si è organizzato il convegno internazionale Rapporti mediterranei, pratiche documentarie, presenze veneziane: le reti economiche e culturali (XIV-XVI sec.). Si è svolta l'assegnazione dei premi "Glass in Venice" all'artista Maria Grazia Rosin e al maestro vetraio Davide Fuin e del premio "Riedel" all'artista canadese Shay Salehi. Con altra cerimonia è stato poi assegnato il premio alla carriera al M° Livio Seguso. Con la Delmas Foundation e la Colgate University, ha avuto luogo il convegno Tra Roma e Venezia, la cultura dell'antico nell'Italia dell'Unità. Giacomo Boni e i contesti Il convegno su I pavimenti barocchi veneziani è stato curato dai soci Lazzarini e Wolters e dal prof. Mario Piana, Curata dal socio Gian Piero Brunetta è stata proposta una straordinaria Antologia di documenti cinematografici inediti degli archivi militari anche francesi. Organizzato dal socio Fabrizio Gasparini si è svolto il seminario internazionale Exotica workshop in Venice, promosso dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Padova.  Il convegno Geologia delle Alpi ha voluto onorare i meriti di Giorgio Vittorio Dal Piaz e Francesco Paolo Sassi.
Quanto alla nostra editoria 

Sono usciti gli Atti di convegni svolti presso di noi,
Gasparo Gozzi e la sua famiglia (1713-1786), a cura di Manlio Pastore Stocchi e Gilberto Pizzamiglio Il Commonwealth veneziano tra 1204 e la fine della Repubblica, promosso con l'Accademia austriaca delle scienze, la Regione Veneto, l'Austrian Science Fund, Ca' Foscari e il Centro Tedesco di Studi Veneziani La demanialità tra presente e futuro, a cura di Luigi Garofalo Giovanni Rizzi Zannoni. Scienziato del Settecento veneto, a cura di Giuseppe Gullino e Vladimiro Valerio.
Monografie
Alessio Sopracasa, Costantinopoli e il levante negli atti del notaio veneziano Giacomo dalla Torre (1414-1416) Descripcion ou Traicté du gouvernement et regime de la cité et Seigneurie de Venise. Venezia vista dalla Francia ai primi del Cinquecento, a cura di Philippe Braunstein e Reinhold C. Mueller, in coedizione con Publications de la Sorbonne - Paris È altresì uscito il sedicesimo volume della serie dedicata all'edizione dei Registri del Senato Veneziano, a cura di Ermanno Orlando. Da ultimo si aggiungono i cinque volumi del nostro periodico di "Atti dell'Istituto" Si tratta complessivamente di quasi quattromila pagine stampate nell'ambito del nostro efficiente ufficio editoriale nel corso dell'anno accademico.
MOSTRE

Ricordo le mostre che molti di voi hanno potuto vedere, organizzate o ospitate, anzitutto a Palazzo Loredan. In settembre-ottobre sono state esposte le opere dei vincitori dei due premi Glass in Venice e Riedel  Tra ottobre e novembre esposta l'opera  di Livio Seguso Pathos In dicembre: la mostra cartografica sui Principati Romeni in occasione della festa nazionale della Romania. A febbraio: gli artisti contemporanei del gruppo OpenArtCode.  A febbraio la personale di Tiril, l'artista americana della corrente artistica dell'astrazione lirica  Marzo-aprile la personale del maestro ungherese Karl Stengel Febbraio e maggio 2016 ViruX Landscape coi vetri di Maria Grazia Rosin

A Palazzo Franchetti
A dicembre-gennaio 2016 Farsi storia. Per il bicentenario dell'Archivio di Stato di Venezia Marzo-aprile personale del maestro olandese Joseph Klibanski Si sono poi inaugurate, in questi ultimi giorni, due mostre nell'ambito della Biennale architettura: una dedicata a Zaha Hadid a palazzo Franchetti e Wood Obsession a palazzo Loredan.

PREMI

Fa parte delle nostre tradizioni anche l'assegnazione di premi alla ricerca, in buona parte sostenuti da donazioni private e specialmente pensati per giovani studiosi. È sempre un momento molto bello. Prima di passare alla consegna, desidero leggere poche righe di quanto ci scrive Alessandro Turchi, vincitore del premio "Marco Marchesini" che non potrà essere presente:"onorificenze come questa sono molto importanti nel risvegliare quella speranza ed a riaccendere quel coraggio che sono facili da perdere lungo percorsi in cui le fatiche spese, molte volte, non sembrano mai alquanto appagate". 
Segue poi la giustificazione: mi trovo in Australia, nella remota regione del Kimberley, come assistente volontario di campo per una ricerca riguardante la specie Malurus coronatus
e quel Malurus coronatus mi ha messo davvero in crisi, ma poi ho potuto verificare che si tratta dello scricciolo splendente coronato che vive solo in quei luoghi dell'Australia settentrionale.
Oltre ad Alessandro Turchi non potrà essere presente trovandosi in Irlanda Silvia Lagala vincitrice del premio Andrea Marconato.


ULTIME  CONSIDERAZIONI

A questo punto, avendo ripercorso gli impegni dei mesi passati, credo utile qualche considerazione più generale rispetto al quadro in cui l'Istituto opera: un quadro certamente non semplice, come non semplice è del resto la congiuntura che il nostro Paese sta attraversando.
In momenti di generale complessità gli spazi riservati alla cultura e alle sue istituzioni, al di là di pronunciamenti e promesse, paiono sempre più stretti e difficili da difendere e questo comporta un'attenzione quotidiana nel garantire i margini di presenza residua, obbligo tanto più complesso per istituzioni come la nostra e in generale per le accademie di storica tradizione il cui ruolo appare oggi (per paradossale che possa sembrare) più attuale che mai.
Credo infatti che ci troviamo in prima linea nella difesa di un principio che pare sempre meno presente: quello della unità della cultura a fronte di specializzazioni sempre più forti e autoreferenziali. Non è un caso, ma è l'esito di una norma del nostro Istituto che alla sua presidenza chi fa professione di storico sia subentrato a un biologo, succeduto a un giurista a sua volta entrato in carica dopo un geologo e così via.
Questo significa non cedere il passo a quella parcellizzazione rigida del sapere che, nella prospettiva delle specializzazioni spinte, rischia di costruire pericolose barriere, partendo dalla più banale: quella tra cultura scientifica e cultura umanistica. Assolutamente senza disconoscere il valore delle peculiarità specialistiche e la necessità di essere padroni di settori anche molto specifici, rimane tutta l'importanza dell'unitarietà della cultura, così come della necessaria percezione dei suoi quadri generali, fondamento essenziale di un ricco e articolato patrimonio conoscitivo e di civiltà.
Non occorre che qui dica io quanto siano fecondi e stimolanti gli incontri che periodicamente riuniscono i nostri soci per condividere le competenze tra chi è filosofo e chirurgo, ingegnere e poeta, critico d'arte ed economista. Su questa premessa s'intende come la varietà dei temi affrontati con le iniziative che vi ho ricordato sia in realtà un bell'insieme di impegni non omogenei ma in grado di ottimamente convivere.
Questa varietà di competenze, peraltro, è anche il lasciapassare per una serie ampia di rapporti esterni che ci rendono pronti alle collaborazioni più varie. In una realtà complessa come quella veneziana molto importano i rapporti con l'esterno, anzitutto con le istituzioni straniere che per struttura e interessi ci sono più prossime, a partire dagli istituti culturali di altri paesi con cui abbiamo consolidate relazioni.
Questo riferimento, si badi, non significa una disattenzione alla ricca realtà culturale specificamente veneziana e così, per intenderci, pochissimi giorni fa nella nostra sede di Palazzo Loredan si è tenuto un incontro alla pari con ben dodici istituzioni cittadine di prestigio alla riunione per la organizzazione della Venice Glass Week
In altra e parallela prospettiva si collocano i legami particolarmente intensi con istituzioni culturali straniere, e del resto siamo una delle tre accademie italiane (con quella dei Lincei e quella delle Scienze di Torino) che fanno parte dell'Allea: la All European Academies che riunisce 59 accademie di 41 paesi europei.
Tutto questo senza dimenticare che il nostro Istituto, pur avendo una prospettiva statutaria legata ai territori dell'antica Repubblica veneta, ha la sua sede storica in Venezia, la città che ci ospita in un rapporto speciale con lei e i suoi problemi. Per la loro analisi abbiamo offerto in più occasioni una sede per libere verifiche sulle sue criticità. Un luogo di aperto dibattito che si presta al confronto sulle molte questioni che ne turbano la vita: dal soffocante turismo, allo spopolamento che dissangua il tessuto sociale, alla gestione urbana, alle difficoltà del territorio e della laguna e dei suoi equilibri in merito ai quali è ora operante la Commissione di studio sui problemi di Venezia.
Tutto questo comporta impegni finanziari non di poco conto, specialmente in contesti resi difficili dalla presente situazione economica. Devo qui ricordare che il nostro Istituto, unico nel Paese fra le istituzioni del settore, vive delle proprie risorse e nel nostro bilancio i contributi che giungono dall'esterno (privati e pubblici) si limitano a circa il 10 per cento. Questo ci pone in condizione di privilegio. Non dipendiamo da intromissioni, scelte, condizionamenti esterni. E questa libertà è una prerogativa che cerchiamo di utilizzare nel modo più alto e responsabile, ma costringe ad un'attenzione forte agli andamenti dell'economia generale.
La crisi finanziaria che ha colpito il Paese nei primi mesi di quest'anno ci ha imposto impegni non di routine, ma voglio rassicurare rispetto a curiosità anche un po' maliziose che hanno girato in merito alla nostra situazione economica. Come ho in più occasioni dichiarato, l'Istituto è una macchina assolutamente robusta, in grado di reggere ai momenti difficili che ciclicamente si ripetono e voglio ricordare che la crisi degli anni 2008-2009 fu ben più pesante e venne brillantemente superata. Aggiungo che momenti come gli attuali vanno letti anche come utili colpi di frusta che aiutano a meditare e a ripensarci, con quelle ricadute positive di adeguamento ai tempi che ci consentono di vivere in autonomia e piena efficienza. Questa nostra capacità di tenuta è consentita anche dalla straordinaria qualità del nostro personale, a tutti i livelli, e qui desidero formalmente darne atto ringraziandolo tutto, ricordando per tutti almeno il ruolo prezioso del cancelliere Giovanna Palandri e del direttore Bruno Bertaggia. E ringrazio anche i molti soci - soprattutto giuristi ed economisti, ma anche le competenze e personalità esterne - che ci hanno aiutato in questa fase delicata. Non li nomino per il timore di dimenticare qualcuno, ma loro sanno a chi in particolare mi rivolgo.
A questo punto una sola cosa vorrei aggiungere, sul rapporto tra situazione economica e cultura. Un rapporto senz'altro complesso. Certamente il clima non è quello che si volle riassumere attribuendo a un passato ministro la fulminante battuta: «Con la cultura non si mangia, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia». Al di là delle battute si diffonde sempre più una visione generale della cultura in funzione di equilibri altri, in particolare di quelli economici. È indubbio che la capacità di produrre cultura è un elemento utile al progresso generale, anche dell'economia. Ma non mi sentirei di condividere, pur con ogni rispetto, affermazioni di alti esponenti del Paese che, aderendo al manifesto per la cultura lanciato dal Sole. 24 ore precisavano che «Se vogliamo più sviluppo economico, ma anche più occupazione, bisogna saper valorizzare, sfruttare fino in fondo la risorsa della cultura».
Alla logica dello sfruttamento fino in fondo preferirei quanto si affermava sempre da alti esponenti del Paese: "La cultura e il patrimonio artistico devono essere gestiti bene perché siano a disposizione di tutti, oggi e domani per tutte le generazioni. La doverosa economicità della loro gestione, la sua efficienza, non sono l'obiettivo della promozione della cultura, ma un mezzo utile per la loro conservazione e diffusione". E si ricordava poi la sentenza del 1986 con cui la Corte Costituzionale indicò la "primarietà del valore estetico-culturale che non può essere subordinato ad altri valori, ivi compresi quelli economici", anzi indicando che la stessa economia si deve ispirare alla cultura, come sigillo della sua italianità.           

Gherardo Ortalli  Venezia, 29 Maggio 2016
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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