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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Autoritratti

Collezione di autoritratti degli Uffizi

27 gennaio - 6 maggio 2007
Mostra d'arte, Palazzo Franchetti
Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Informazioni
Promossa da
Ministero per i Beni e le attività culturali
Soprintendenza Speciale al Polo Museale Fiorentino
In collaborazione con
Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Con il patrocinio di
Regione Veneto
Provincia di Venezia
Comune di Venezia
Organizzazione
Arthemisia Srl
A cura di
Giovanna Giusti e Maria Sframeli
Catalogo
Skira

 
In anteprima assoluta, la mostra veneziana presenta la prestigiosa collezione di autoritratti degli Uffizi attraverso un panorama espositivo di circa settanta opere pittoriche di eccezionale qualità artistica.
A cura di Giovanna Giusti e Maria Sframeli, la mostra nasce da un progetto di Antonio Paolucci portato a termine da Cristina Acidini Luchinat.
L'immagine riflessa di Narciso che cerca un'identità nascosta è da sempre motivo di ricerca per l'introspezione personale dell'artista attraverso i secoli: da Filippino Lippi a Raffaello, da Tintoretto a Guido Reni, fino ai protagonisti del Novecento e dell'arte contemporanea, il tema stimolante della scoperta dell'Io caratterizza il percorso personale di ognuno fino al tradimento della personalità.
L'artista tradisce se stesso per cercare 'colui che non conosce', rinnega il conosciuto per far emergere lo sconosciuto. La ricerca del 'tempo perduto' è la segreta ossessione che l'artista riversa nella propria opera, e l'autoritratto ne diventa l'emblema. I frammenti di noi stessi che crediamo di ritrovare nel ritratto di altri ci confermano però che 'lo specchio', il più delle volte è illusorio.
L'affascinante percorso di questa mostra rivela il lato oscuro dell'identità alterata; attraverso una sorta di viaggio a ritroso nel tempo sarà possibile 'conoscere' il volto e la personalità di alcuni tra i protagonisti della scena artistica internazionale: dal XV° e XVI° secolo con la presenza di Filippino Lippi, Raffaello, Primaticcio, Tintoretto, Guido Reni; fino al XIX° secolo con le testimonianze di Francesco Hayez, Giovanni Fattori, Giovanni Boldini, Giuseppe Pelizza da Volpedo; per arrivare poi ai protagonisti del Novecento e del Contemporaneo quali: Giacomo Balla, Giulio Aristide Sartorio, Carlo Carrà, Marc Chagall, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino e numerosi altri.
La ritrattistica post-rinascimentale pone l'accento sull'uomo, testimone del dono assoluto della vita e timoroso della morte; l'attenzione si sposta quindi sulla sua vita interiore, sui caratteri peculiari dell'esistenza; anche la 'maniera' stilistica della rappresentazione pittorica cambia il suo punto di osservazione: il mezzo busto si differenzia nettamente dalla figura intera, il ritratto, e in particolare l'autoritratto, indaga il segreto dell'immortalità.
La mostra, nel suo contesto, rivela anche il processo di evoluzione degli 'stili', la pittura modifica la rappresentazione del 'proprio tempo', ne percepisce la condizione e, in qualche modo anticipa la sua evoluzione.
La notevole collezione di autoritratti esposti in questa mostra presenta, in modo esemplare, cinque secoli di pittura raccontati attraverso la raffigurazione del volto, lo stesso volto dei protagonisti che ne hanno decretato la storia.
 
 
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