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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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GLASSTRESS 2011

 
Mostra d'arte, GLASSTRESS 2011

Mostra d'arte, Palazzo Franchetti - Berengo Centre for Contemporary Art and Glass - Wake Forest University, Casa Artom
4 giugno 2011 - 27 novembre 2011
EVENTO COLLATERALE DELLA 54. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D'ARTE LA BIENNALE DI VENEZIA

Informazioni
Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Promosso dal Museum of Arts and Design - MAD - di New York
Ideato da
Adriano Berengo
Prodotto da
Venice Projects
A cura di
Lidewij Edelkoort, Peter Noever, Demetrio Paparoni
con il contributo di Bonnie Clearwater
Orari: Tutti i giorni dalle 10 alle 18
Biglietto di ingresso unico per le due mostre di palazzo Franchetti e palazzo Loredan: euro 10
Glasstress / www.glasstress.org / press@glasstress.org /
tel. +39.041.739453
Venice Projects / Dorsoduro 868 / 30123 Venice / Italy /
tel. +39.041.2413189 /tel. +39.041.739453 / www.veniceprojects.com / info@veniceprojects.com

 
Il 4 giugno 2011 si è inaugurata a Venezia la seconda edizione di Glasstress, mostra d'arte contemporanea nella quale importanti protagonisti della scena internazionale si confrontano con l'uso del vetro. La mostra, che presenta sculture, installazioni e oggetti di design, ha luogo nelle sale di Palazzo Cavalli Franchetti (sede dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti), del Berengo Centre for Contemporary Art and Glass e include un progetto speciale di Mike+Doug Starn, presso la Wake Forest University - Casa Artom.
Promossa dal MAD (The Museum of Arts and Design) di New York, ideata da Adriano Berengo e prodotta da Venice Projects, Glasstress 2011 sarà curata da Lidewij Edelkoort, Peter Noever e Demetrio Paparoni con il contributo di Bonnie Clearwater.
Glasstress 2011 rimarrà aperta al pubblico fino al 27 novembre 2011 e presenterà sculture e installazioni di opere in vetro appositamente realizzate da: Anthon Beeke, Pieke Bergmans, Domenico Bianchi, Ernst Billgren, Joost Van Bleiswijk, Barbara Bloom, Monica Bonvicini, Kiki Van Eijk, Jan Fabre, Kendell Geers, Charlotte Gyllenhammar, Zaha Hadid, Paula Hayes, Jaime Hayon, Yuichi Higashionna, Magdalena Jetelova, Liu Jianhua, Michael Joo, Marya Kazoun, Konstantin Khudyakov, Michael Kienzer, Marta Klonowska, Nawa Kohei, Oleg Kulik, Hitoshi Kuriyama, Hye Rim Lee, TomᚠLibertiny, Atelier Van Lieshout, Luke Jerram , Massimo Lunardon, Urs Luthi, Vik Muniz, Nabil Nahas, Atelier Ted Noten, Tony Oursler, Anne Peabody, Javier Pérez, Jaume Plensa, Recycle Group, Antje Rieck, Antonio Riello, Bernardì Roig, Maria Roosen, Ursula Von Rydingsvard, Andrea Salvador, Judy Schaechter, Thomas Schütte,
Anatoly Shuravlev, Kiki Smith, Mike + Doug Starn, Tanja Sæter, Patricia Urquiola, Koen Vanmechelen, Pharrell Williams, Fred Wilson, Erwin Wurm, Shi Yong, Tokujin Yoshioka, Yutaka Sone, Zhang Huan, 5.5 Designers.
La mostra include le installazioni in interno ed esterno di Kendell Geers, Zaha Hadid, Magdalena Jetelova, Michael Kienzer, Koen Vanmechelen e Erwin Wurm curate da Peter Noever; le installazioni in interno ed esterno di Tony Oursler a cura di Demetrio Paparoni e Gianni Mercurio ed il progetto speciale di Mike+Doug Starn.
L'edizione di quest'anno della rassegna ha come tema il complesso rapporto che, in un'epoca che si ritiene sia andata oltre il modernismo, lega arte, design e architettura. Mettendo a confronto l'opinione di curatori diversi, Glasstress affronta questo tema attraverso sculture
appositamente realizzate in vetro da importanti artisti della scena contemporanea e attraverso oggetti-scultura realizzati da designer, la cui ricerca formale è condizionata dalla funzione d'uso dell'oggetto.
Accostare all'interno della stessa mostra opere che rispondono a concezioni così profondamente diverse equivale a riproporre sul piano critico questioni tutt'altro che risolte: cosa attribuisce lo status di opera d'arte a un oggetto che sul piano formale subisce i condizionamenti della sua funzione d'uso? Per rispondere allo spirito del tempo, si rende
necessario che un'opera rimandi solo a se stessa? Si può affermare oggi che la funzione d'uso
di un oggetto di design, indipendentemente dalle sue qualità formali, è di per sé sufficiente a
rendere l'opera estranea allo spirito del tempo? Queste domande, che sono alla base del progetto di Glasstress 2011, rimettono in discussione il concetto di "arte per l'arte" tanto caro alle avanguardie del Novecento.
Glasstress 2011 offre allo spettatore elementi di riflessione su temi complessi e pone l'esigenza di una revisione critica dei principali dogmi del modernismo, la maggior parte dei quali hanno profondamente inciso sull'arte degli anni Ottanta e che sono stati messi in dubbio a partire dal decennio successivo, dalla seconda generazione del post-moderno. Glasstress 2011 dimostra quanto siano ancora attuali queste tematiche, che richiedono di essere ulteriormente esplorate.
 
 
 
 
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