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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Pia MYrvoLD FLOW - a work in motion

 
 Pia MYrvoLD FLOW - a work in motion

Mostra d'arte, Magazzino alle Zattere,
4 giugno 2011 - 18 settembre 2011

Opening Week: 31 mai - 3 giugno  
Inaugurazione ufficiale: 3 giugno 2011

Informazioni
Sede
Zattere 417, Dorsoduro, Venice
Lo spazio espositivo e' il deposito di libri antichi dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, in Fondamenta degli Incurabili, Zattere 417, accanto all'Accademia di Belle Arti e alla Fondazione Vedova, e a 4 minuti a piedi dalla Collezione Peggy Guggenheim e da Punta della Dogana.
Come arrivare
A pochi metri dall'esposizione si trova la fermata Actv "Spirito Santo" da dove parte la linea 61 che collega direttamente con la fermata Giardini della Biennale Arte, tutti i giorni dalle 9 alle 20 ai minuti 14, 34, 54 (da Giardini linea 62 ai minuti 0, 20, 40).
Dalla fermata Zattere (3 minuti) la linea 51 collega con due fermate la Biennale Giardini tutti i giorni dalle 5 alle 24 ai minuti 1, 21, 41 (da Giardini linea 52 ai minuti 1, 21, 41).
Catalogo
Marsilio editori
Info, video, immagini
http://www.pia-myrvold.com/FLOW/
Youtube Page
Flickr Page

Pia Myrvold è conosciuta dalla scena artistica globale per le sue produzioni indipendenti, ibride e multimediali, e per le numerose collaborazioni con musei e vari partner del mondo dell'arte, del design e dell'architettura.   
 
FLOW è il più recente progetto, un'opera video multicanale costituita da più installazioni integrate che diventano oggetti architettonici e scultorei.
Il nucleo della ricerca di MYrvoLD è l'esplorazione dei media in 3D, dove le premesse della pittura e scultura hanno la funzione di fondamenta per una nuova iconografia, la relazione di strati astratti e un'esperienza dello spettatore che si pone in nuovi campi di comprensione estetica e piacere.      
 
A Venezia FLOW è un work in progress, che evolve costantemente in collaborazione con partners tecnologici e finanziari, crescendo in scala e sofisticazione tecnica, includendo sempre nuovi attori della scena contemporanea dell'esperienza digitale.

 
Immersione: L'interfaccia trascendente di Pia Myrvold  
di Rex Bruce       
 
Derivando dalla sua lunga esperienza come pittrice, "FLOW - a work in motion" di Pia Myrvold si estende in una formidabile impresa interdisciplinare, usando i media elettronici come trampolino per una mescolanza di forme. Le animazioni pulsanti e ripetute sono inconfondibili nella loro qualità musicale, la struttura dell'installazione utilizza forme scultore di vasta scala, e vi è un aspetto architettonico che impegna lo spettatore mentre attraversa l'opera. Il risultato finale è un ambiente immersivo e interattivo, dove lo spettatore incontra un'interfaccia multidimensionale che è il prodotto di una tecnologia innovativa.       
 
Durante la sua carriera, MYrvoLD ha abbracciato questi nuovi sviluppi tecnologici e li ha integrati nel suo lavoro. MYrvoLD ha un alto numero di creazioni sfaccettate di informazioni ibride tra varie forme di pratica artistica - arte, moda, video, performance, e tecnologia interattiva. Con ogni nuovo ibrido, l'artista combina informazioni in cui la sua opera e lo spettatore vengono coinvolti in un'esperienza sensoriale di impollinazione incrociata, che include interattività sia intellettuale che fisica, in cui alla fine la posizione dell'autore e dello spettatore si sfumano attraverso il design dell'interfaccia partecipativa.        
 
Questa profonda conoscenza dell'importanza dell'interfaccia è chiaramente la forza concettuale alla base del lavoro di MYrvoLD. Il luogo in cui le sue opere e lo spettatore vengono coinvolti non è quello statico e ridotto ad uno sguardo dello spettatore di lavori pittorici. Le interfacce di MYrvoLD sfumano i comuni confini tra gli oggetti d'arte e gli spettatori, in modo che collaborino per spalancare il punto di connessione fra di loro. In questo caso i confini esplorati sono quelli tra l'individuo e i device digitali che lo circondano, un corollario cogente per il modo in cui siamo immersi in tecnologie ubique, attraverso le quali i dati e le comunicazioni scorrono.   
Quest' opera funziona veramente come un remake estetico dell'effetto gestalt di smart phones, cinema 3D, tv digitale, Pads, Facebook, Twitter, Google, Netflix e la corrente infinita di gadget connessi che costituiscono la massa della nostra cultura corrente.       
 
Mentre si è coinvolti da "FLOW", l'esperienza immersiva di tecnologie emergenti è attentamente guidata dall'artista. Le mutevoli immagini astratte, le texture ritmiche e le strutture cromatiche di luce sono ispirate da aspirazioni più alte.   
La continua ricerca di MYrvoLD sullo spazio virtuale 3D fa emergere un'unica consapevolezza mentale ed estetica, mentre l'artista interagisce con lo spazio virtuale a fianco dello spazio reale, per dar luce a ciò che non siamo stati capaci di vedere nei media tradizionali. Non siamo messi di fronte ad una console, come è comune che accada in molti lavori interattivi; piuttosto, "FLOW" costruisce riferimenti paralleli o tangenti tra gli spazi della presenza fisica e immaginativa.   
Da progetti ideologici basati su internet, che coinvolgevano l'input del pubblico per determinare i risultati specifici dell'abbigliamento "cyebrcouture", fino all'implementazione di programmazione avanzata per creare mutevoli pattern di luce, forma e colore, il lavoro di Pia MYrvoLD è sempre stato basato sul concetto di "interfacciarsi". La vetta del suo sviluppo artistico può essere visto nel progetto "FLOW - a work in motion".

FLOW - Tunnel Vision:
Un'installazione video che si compone di schermi multipli posizionati a forma di tunnel, con un pavimento in vetro rinforzato che rende possibile camminarci attraverso.
Le immagini video sono create interamente con software per la generazione di immagini D virtuali.  
Col suo uso di tecnologie all'avanguardia nel campo dell'animazione e le sue grandi dimensioni, lo Star Gate è un'introduzione alle future versioni di Tunnel Vision.
 
FLOW - Video Spiral:       
Un modello installativo per varie future presentazioni, uno spin off del progetto Tunnel-vision.
L'installazione usa un segnale video mono, con tonalità cromatiche dominanti e pattern realizzati in 3D.
 
 
 
 
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