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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Ariosto tra la Terra e la Luna

Giovedì 20 marzo 2014 - ore 16:00

Francesco Bruni legge e commenta alcuni brani del poema di Ludovico Ariosto.

 
Immagine di Ludovico Ariosto
Ludovico Ariosto

Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia nel settembre del 1474. E' considerato il maggiore poeta epico-cavalleresco italiano. Si dedica a più riprese alla sua opera principale, l'Orlando furioso, poema  cavalleresco in ottava rima, che vede tre differenti edizioni: la prima pubblicata nel 1516, con 40 canti; la seconda pubblicata nel 1521,  sempre con 40 canti; la terza pubblicata nel 1532 con 46 canti. Oltre a rivedere l'architettura dell'opera, nell'ultima versione l'autore  utilizza un linguaggio differente: ispirandosi ai criteri proposti dall'amico Pietro Bembo, mira a creare un modello linguistico italiano  nazionale.Proveniente da una famiglia di nobile origini, in gioventù segue dapprima, per volontà del padre, gli studi di legge, per poi seguire le  proprie inclinazioni e dedicarsi agli studi umanistici. Il padre Niccolò è comandante del presidio militare degli Estensi a Reggio Emilia e  questo consente al giovane Ludovico di formarsi nell'ambito della corte estense.L'improvvisa scomparsa del padre nel 1500 lo costringe però a trovare un incarico per prendersi cura della numerosa famiglia (è il maggiore di dieci fratelli). Inizialmente è capitano della rocca presso Canossa; poi passa alle dipendenze del cardinale Ippolito d'Este al fine di  ottenere dei benefici ecclesiastici, diventando chierico.  Il cardinale, uomo di azione poco sensibile alla poesia e alla cultura, gli affida  incarichi onerosi e complesse missioni diplomatiche, tra cui quelle svolte a Roma, prima presso Giulio II e poi presso Leone X per perorare la  causa degli estensi. E' Firenze, nel 1513, che si innamora di Alessandra Benucci. Rimasta vedova del marito Tito Strozzi, inizia con lei una  relazione, ma la sposa solo dopo diversi anni, e in segreto, per non perdere i benefici ecclesiastici e perché alla compagna non vengano meno  la tutela e l'usufrutto dell'eredità del precedente marito, da cui aveva avuto sei figli.Quando nel 1517 Ippolito d'Este viene nominato vescovo di Buda (Ungheria), rifiuta di seguirlo, adducendo motivi di salute. Ma le vere  motivazioni sono da un lato nei contrasti con il cardinale, dall'altro nell'attaccamento verso Ferrara e all'amore per Alessandra. Passa quindi al servizio di Alfonso d'Este che nel 1522 gli affida l'arduo incarico di governatore della Garfagnana.Nonostante svolga gli incarichi politici e amministrativi per necessità economiche, si dimostra sempre abile diplomatico e governatore capace. Dal 1525 si stabilisce definitivamente a Ferrara, dove trascorre in tranquillità i suoi ultimi anni, dedicandosi alla scrittura, alla messa in scena di alcune commedie e all'ampliamento dell'Orlando furioso. La sua presenza a corte è richiesta solo per circostanze  eccezionali e di alto prestigio. Nel novembre del 1532 è ospite dei Gonzaga a Mantova insieme ad Alfonso d'Este, per incontrare Carlo V. Muore a Ferrara nel luglio del 1533, probabilmente a seguito di un'enterite. (Immagine tratta da:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/89/Tizian_078.jpg; Licenza Creative Commons.)

 
 
Immagine di Francesco Bruni
Francesco Bruni

Francesco Bruni è Professore ordinario di Storia della lingua italiana nell'Università Ca' Foscari di Venezia.Si è laureato a Napoli in Lettere (indirizzo classico) nel 1965 con una tesi di laurea su Problemi e discussioni di "Poetica" aristotelica: Sperone Speroni, Benedetto Varchi, Alessandro Piccolomini, ottenendo il massimo punteggio di 110 e lode.Tra il 65 e il 75 ha svolto diversi incarichi nelle Università di Napoli, Bari e Salerno.Nel '75 ha vinto il concorso a cattedre, per i tre anni successivi ha svoltolo straordinariato tra Bari e Napoli. Nel novembre del 1988 è passato all'insegnamento ordinario di Storia della grammatica e della lingua italiana presso la Facoltà di Magistero dell' Università di Verona. E dal novembre 1991 è passato all'insegnamento di Storia della lingua italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell' Università di Venezia.I corsi tenuti a partire dal 1970-71 hanno riguardato molti argomenti: latino e volgare nel Medioevo; geografia dei centri linguistici e culturali nell'Italia del Duecento e del Trecento; la questione della lingua e la storia della lingua nella seconda metà del Quattrocento e nel Rinascimento; la cultura volgare siciliana tre-quattrocentesca; la lingua e la tecnica narrativa del romanzo italiano da Manzoni al verismo; la lingua e la tecnica narrativa del romanzo italiano dal verismo a Pirandello; la lingua della poesia lirica nel Novecento (Saba e Ungaretti); la lingua della poesia di Eugenio Montale; lingua e cultura nella Napoli angioina e aragonese; i Canti di Leopardi; la Divina Commedia; Boccaccio.Dopo la laurea, ha proseguito la ricerca avviata nella tesi, pubblicando lavori su critici e narratori del Rinascimento (Sperone Speroni, Benedetto Varchi, Antonfrancesco Grazzini e la tradizione narrativa toscana del Quattrocento), occupandosi anche del Tasso, naturale punto d'arrivo della cultura cinquecentesca. Successivamente ha lavorato a temi medievali, dedicandosi molto alla cultura siciliana ma non solo.Collabora al Lexikon des Mittelalters, ed è autore di un manuale di storia della lingua italiana, di una storia della letteratura italiana nel Medioevo, e di una monografia sul Boccaccio. Ha preso parte a numerose iniziative, in italia e all'estero, ad alcune anche come organizzatore.E' stato visiting professor presso l'Università di Ayn Shams al Cairo e presso l'Università di Girona e presso Italian Department dell'UCLA (University of California, Los Angeles). Ha condiretto con Antonio Palermo la collana "Otto-Novecento ritrovato" edita da Liguori, e con Alberto Varvaro "Romanica neapolitana", presso lo stesso editore. Fa parte del Comitato editoriale della "Rivista italiana di dialettologia" e della serie "Italian Medieval and Renaissance Texts and Studies", diretta da Vincent Moleta dell'University of Western Australia. Dirige le collane L'italiano nelle regioni (Utet Libreria) e Storia della lingua italiana (Il Mulino). E' socio corrispondente dell'Accademia della Crusca.Un curriculum dettagliato e l'elenco completo delle pubblicazioni sono consultabili al link:
http://www.istitutoveneto.it/flex/FixedPages/Common/accademici_se.php/L/IT/IDS/43

 
 
 

 
 
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