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Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

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Mario Luzi, il tempo e la struttura dell'immagine

Martedì 17 marzo 2015 - ore 16:00

Anna Dolfi legge e commenta alcuni testi di Mario Luzi, da La Barca a Dal fondo delle campagne

Seguiranno alcune letture, eseguite da Francesca Ballin e Enrico Pinzoni, studenti del Laboratorio teatrale del Liceo "M. Foscarini" di Venezia, coordinato da Angelo Callipo ed Elisabetta Mason.

 
Immagine di Mario Luzi
Mario Luzi

Mario Luzi, poeta e saggista italiano.
Nasce nei pressi di Firenze nel 1914, e compie gli studi in Toscana, tra Firenze e Siena, dove la famiglia rimane per 3 anni a seguito del lavoro del padre, capostazione. Sempre a Firenze si laurea nel 1936 in Letteratura francese, presentando una tesi su François Mauriac.
All'autunno del 1935 risale la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie, La barca, che riscuote diversi consensi, ma già dal 1931 aveva iniziato a scrivere i primi versi sulla piccola rivista "Il Feroce" e dal '33 sulla rivista "Il Ferruccio". Di lì a poco verrà accreditato tra i poeti più rilevanti dell'ermetismo. A differenza di diversi suoi coetanei infatti, ottiene subito riconoscimenti. Importanti per la sua formazione le amicizie di questo periodo con Piero Bigongiari, Oreste Macrí, Carlo Bo, Leone Traverso, Piero Bargellini, Carlo Betocchi e Romano Bilenchi. A partire 1937 frequenta il Caffè delle Giubbe Rosse a Firenze, dove attorno a Eugenio Montale si raccolgono Aldo Palazzeschi, Carlo Emilio Gadda, Alfonso Gatto, Tommaso Landolfi, Alessandro Bonsanti ed Elio Vittorini. Durante la guerra, essendo stato riformato, lavora a Roma presso "Il libro italiano", rassegna bibliografica curata dai Ministeri dell'Educazione nazionale e della Cultura popolare, mantenendo però la residenza a Firenze dove nel giugno del '42 sposa Elena Monaci. Nel 1943 si trasferisce con la moglie, in gravidanza, in Val d'Arno, dove il 17 ottobre nasce il figlio Gianni. Rientreranno a Firenze dopo la liberazione. Dall'ottobre '45 insegna nel liceo scientifico Leonardo da Vinci, dove rimane fino all'ottobre del '66. Già dal '55 però inizia a collaborare con l'Università di Firenze, Facoltà di Scienze politiche (oggi Scuola di Scienze Politiche) «Cesare Alfieri», dove mantiene l'incarico fino al pensionamento (1989). Gli anni dal 1962 al 1989 sono quelli del consolidamento della sua fama, anche a livello internazionale. Riceve inviti e incarichi di collaborazione da molte università. Nel 1981 vince il concorso cattedre di Letteratura francese. Nel 1965, la traduzione in versi del Riccardo II di Shakespeare lo porterà all'esperienza del teatro in versi. A partire dagli anni '70 viene ripetutamente invitato all'estero (Stati Uniti, Francia, Svezia, Olanda, Irlanda, Cina, Germania, Polonia, Israele, Turchia, Spagna , Grecia, Portogallo); parallelamente, si incrementano le traduzioni delle sue poesie in varie lingue. Luzi mantiene una straordinaria creatività fino alla fine della sua esistenza, che lo coglie improvvisamente il 28 febbraio 2005, a Firenze.
Ripetutamente candidato al Nobel dall'Accademia Nazionale dei Lincei, viene insignito della Legion d'onore nel 1997, mentre nel 2003 viene eletto accademico della Crusca. Il 14 ottobre 2004, pochi giorni prima del suo 90° compleanno, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Senatore a vita, accogliendo appelli firmati da migliaia di cittadini italiani. Nonostante l'età avanzata, assume con impegno il ruolo senatorio. L'ultimo intervento pubblico risale al 18 febbraio 2005 a sostegno della liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, rapita in Iraq.
Le sue pubblicazioni annoverano 22 opere di poesia, 12 opere di teatro, molti testi di saggistica, traduzioni.
(Immagine tratta da: http://www.chiavidellacitta.it/firenzepermarioluzi/)

 
 
Immagine di Anna Dolfi
Anna Dolfi

Anna Dolfi insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Firenze ed è socia dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Nei suoi studi unisce il rigore della filologia a una spiccata attenzione  per la storia delle idee e l'ermeneutica del testo. Tra le sue predilezioni critiche Leopardi e la poesia e narrativa da fine Ottocento alla terza generazione novecentesca. Studiosa di malinconia (si pensi al suo commento a Medusa di Arturo Graf; a Giorgio Bassani. Una scrittura della malinconia, 2003; Antonio Tabucchi, la specularità, il rimorso, 2006; Gli oggetti e il tempo della saudade. Le storie inafferrabili di Antonio Tabucchi, 2010; Caproni, la cosa perduta e la malinconia, 2014), ha progettato e curato una serie di volumi di taglio comparatistico dedicati alle «Forme della soggettività» sulle tematiche del journal intime, della scrittura epistolare, di malinconia e malattia malinconica, di nevrosi e follia, di alterità e doppio nelle letterature moderne, con una precipua attenzione per la saggistica, la riflessione filosofica, il non finito e la modernità. Su Leopardi ha pubblicato un libro impegnato a discutere, alla luce della filosofia settecentesca e moderna, il nesso pensiero/poesia, negazione/utopia (Leopardi tra negazione e utopia. Indagini e ricerche sui «Canti», 1973), un'articolata indagine sulle modalità di funzionamento dello Zibaldone (Ragione e passione. Fondamenti e forme del pensare leopardiano, 2000); una campionatura esemplare del leopardismo novecentesco (Leopardi e il Novecento. Sul leopardismo dei poeti, 2009). Quanto a interventi sulla terza generazione, da ricordare almeno, tra i suoi libri, In libertà di lettura. Note e riflessioni novecentesche (1990), Le parole dell'assenza. Diacronie sul Novecento (1996), Terza generazione. Ermetismo e oltre (1997), e la cura di numerosi volumi e saggi di e su protagonisti dell'ermetismo (Bigongiari, Bodini, Luzi, Parronchi, Macrí, Jacobbi...). Ha recentemente organizzato il convegno L'ermetismo e Firenze dedicato ai grandi protagonisti della generazione di cui Mario Luzi è considerato il massimo rappresentante.

 
 
 

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