Grazie a un singolare concorso di cause, nel corso del Settecento
Venezia conquistò un ruolo eminente tra le capitali europee
della produzione grafica, in una felice congiuntura segnata dall’azione
orchestrata di grandi artisti che si cimentarono nell’incisione,
di abilissimi incisori riproduttori, di editori illuminati, di
colti mecenati e appassionati collezionisti.
Prese forma così un fenomeno articolato, la cui molteplicità
di aspetti — funzionali all’insita valenza divulgativa
della natura seriale delle stampe e legati alle loro destinazioni
illustrative, documentarie, didascaliche o devozionali —
con le loro moltiplicate possibilità di penetrazione nel
vissuto si prestavano a comunicare nella maniera più efficace
i valori figurativi di tutta un’epoca.
Si definiva in questo modo la complessa immagine della Venezia
settecentesca, in corrispondenza di una nuova percezione del paesaggio
urbano e della definizione dei modi più adatti alla sua
rappresentazione, in cui la stampa è usata insieme come
mezzo espressivo autonomo, adottato in maniera originale da grandissimi
peintre-graveurs, o piegato alle esigenze divulgative da una folta
schiera di incisori professionisti per le insaziabili richieste
di un mercato in travolgente espansione.
Ad
oltre sessant’anni dalla mostra pionieristica sugli Incisori
veneti del Settecento, ordinata nel 1941 da Rodolfo Pallucchini
nelle sale veneziane del Ridotto, viatico per molti fondamentali
successivi contributi, un convegno internazionale di studi presso
l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti intende raccogliere
gli esiti e le prospettive dei più recenti percorsi di
indagine, integrando le ricerche in quest’ambito —non
più riducibili alle consuete categorie filologiche e monografiche
— con una nuova attenzione ai sistemi produttivi e alle
strette interrelazioni tra produzione artistica ed editoriale.
In tale contesto si vuole evidenziare l’avvincente varietà
dei possibili approcci all’incisione veneziana, affrontando
i temi dell’illustrazione libraria, della cartografia, del
vedutismo, della traduzione dalla grande pittura contemporanea,
così come il riuso delle immagini e le modalità
della loro diffusione e commercializzazione da parte di editori
e calcografi.
PROGRAMMA
Martedì 27 aprile,
ore 10.00
Giuseppe Pavanello, Rodolfo Pallucchini e
la "Mostra degli incisori veneti del Settecento"
Stefania Bozza, Il «Gran Teatro di
Venezia» di Domenico Lovisa: le «Pitture».
Mario Bevilacqua, Piranesi giovane tra cartografia
e incisione. Venezia e Roma da Ludovico Ughi a Giovan
Battista Nolli
Rainer Michael Mason, Gianfrancesco Costa,
encore. Le réemploi tardif de certaines
vues de la Brenta et quelques autres précisions
Federico Montecuccoli degli Erri, Tiepolo
incisore. Enigmi e problemi
ore 14.30
Eckhard Leuschner, Cristoforo Dall’Acqua
Printmaker and Publisher in 18th Century Vicenza
Davide Apolloni, Le stampe di Marco Pitteri
per l’illustrazione libraria.
Materiali per un catalogo generale.
Peter Fuhring, I cataloghi degli editori
di stampe a Venezia nel Settecento.
Funzioni e significati
Giorgio Marini, Il riuso delle immagini tra
pratica incisoria e editoria calcografica:
il ruolo di Teodoro Viero nella produzione veneziana al tramonto
della Repubblica
RELATORI
DAVIDE APOLLONI, Fondazione Giorgio
Cini, Venezia
MARIO BEVILACQUA, Università
degli studi di Firenze
STEFANIA BOZZA, Padova
PETER FUHRING, Parigi-New York
ECKHARD LEUSCHNER, Università
degli studi di Passau
GIORGIO MARINI, Museo di Castelvecchio,
Verona
RAINER MICHAEL MASON, Cabinet
des Estampes du Musée d’Art et d’Histoire,
Ginevra
FEDERICO MONTECUCCOLI DEGLI ERRI, Venezia
GIUSEPPE PAVANELLO, Università
degli studi di Trieste