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Riccardo Drusi Professore associato di Letteratura italiana nell'Università Ca' Foscari di Venezia

Riccardo Drusi
Professore associato di Letteratura italiana nell'Università Ca' Foscari di Venezia

- s.c.r. eletto il 23 marzo 2024

Riccardo Drusi (Venezia, 1966) è professore associato di Letteratura italiana del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Ca' Foscari di Venezia.
Si è occupato di tematiche letterarie comprese fra il Medioevo e l'età contemporanea, con particolare riguardo per la letteratura rinascimentale. Ha scritto saggi in importanti riviste e monografie sulla poesia del Duecento, su Dante, Petrarca, sulla Nuova cronica trecentesca di Giovanni Villani, sulle Annotazioni al Villani di Vincenzio Borghini (fornendo la monumentale edizione critica del testo per l'Accademia della Crusca), ma ancora sulla letteratura volgare in area friulana nel medio e tardo Quattrocento, sulla lingua cortigiana romana e sulla 'rassettatura' del Decameron del 1573. Membro del Comitato di studio "Vincenzio Borghini", ha diretto gli incontri da questo organizzati tra il 1999 e il 2002, è stato tra i curatori della mostra Vincenzio Borghini. Filologia e invenzione nella Firenze di Cosimo I (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale), di cui ha curato anche il catalogo (Firenze, Olshki). Ha partecipato nel 2000-2002, al PRIN (Progetto di Ricerca di Rilevante interesse Nazionale)
finalizzato all'allestimento del Dizionario storico dei dialetti veneti, coordinatori Ivano Paccagnella, Vittorio Formentin, Gino Belloni, Alfredo Stussi, in particolare dedicandosi al testo critico dei quattro libri delle Lettere di Andrea Calmo, monumento letterario del dialetto veneziano cinquecentesco. Ma ancora, sul campo della letteratura veneziana e veneta, ha curato il volume "La sorte de le parole".
Testi veneti dalle origini all'Ottocento. Edizioni, strumenti, lessicografia e dedicato saggi sui trecenteschi Niccolò de Rossi e Francesco Vannozzo, ha curato l'edizione dell'Itinerario del 1536 per la Terraferma veneta di Zuanne de San Foca, e ancora sulla letteratura "alla bulesca" e sulla Verra antiga di Alessandro Caravia. Molta eco ha ricevuto, anche sui media , la scoperta da parte sua nel 2020 di un manoscritto inedito di una commedia di Carlo Goldoni presso la LandesBibliothek di Dresda, di cui ora si sta occupando a fondo.
Nel 2004 ha fatto parte del Progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale La tradizione del moderno - Teatro e romanzo nei secoli XVII e XVIII - coordinatore Guido Baldassarri - Università di Padova e, di lì a qualche anno, è entrato nel PRIN coordinato da Paolo Mastandrea. Nello stesso anno è entrato a far parte del parallelo progetto di ricerca dedicato al teatro europeo, Teatre Italià i europeu en els segles XVI-XVII- coordinatore Prof. Rossend Arquès - Universitat Autonoma Barcelona.
Dopo aver contribuito alla Storia letteraria d'Italia Piccin - Vallardi con pagine sulle cure testuali nell'editoria del volgare quattro e cinquecentesca, si è rivolto allo studio della pratica di traduzione
dall'italiano nelle lingue europee dalla fine del XV ai primi del XVII secolo, integrandovi ricerche sulla diffusione del teatro italiano rinascimentale nella penisola iberica.
Ma anche sul fronte della letteratura del Novecento si è occupato delle presenze mitologiche nella poesia di Giuseppe Ungaretti, nell'opera coordinata da Pietro Gibellini Il mito nella letteratura italiana. Altri suoi più recenti lavori riguardano le egloghe dantesche e la presenza delle dottrine giurisprudenziali nell'opera petrarchesca. Ha attualmente in corso, dopo alcuni lavori prodromici, una ricerca sistematica sulle biblioteche di testi volgari antichi nella Firenze dell'Accademia della Crusca.
Già membro del comitato scientifico dell'opera Il Rinascimento italiano e l'Europa, è codirettore degli «Studi Petrarcheschi», redattore della «Rivista di Letteratura teatrale» e cnel comitato della collana Scena arborata, votata alla pubblicazione e allo studio di testi teatrali attinenti al genere pastorale fra
Cinque e Seicento.



 

 
 



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